Antonella Anedda




Nata a Roma nel 1958, esordì nel 1992 con la silloge di versi Residenze invernali (Milano, Crocetti), seguita dalla raccolta di saggi e racconti Cosa sono gli anni (Roma, Fazi, 1997) e dal testo di traduzioni poetiche Nomi distanti (Roma, Empiria, 1998). Seguì nel 2000 La luce delle cose. Immagini e parole, un altro libro di saggi. Curò Appunti per una semina di Philippe Jaccotet (Roma, Fondazione Piazzolla, 1994). Ha pubblicato due libri con la Donzelli di Roma: Notti di pace occidentale (1999) e Il catalogo della gioia (2003). 

Le poesie di Antonella Anedda


[Vi chiedo coraggio, sognate]



Vi chiedo coraggio, sognate
con la dignità diegli esuli
e non con il rancore dei malati
cancellando la visione dei muri e della neve
trasformando l’ombra dei fiocchi
e la sagoma scura dei gabbiani
con l’animo teso dei marinai
che ammutoliscono al sollevarsi dell’onda
e pregano
raccolti nel cesto del vento.

Un filo d’acqua scende nel lavabo
il ghiaccio riga le finestre
ed è difficile pensare al soffio marino
e l’urtare dei carrelli
e il fischio di sirena mattutino
non contemplano nessun eroismo.
Eppure, distesi sulla misteriosa rotta dei letti
noi siamo nello stesso splendore
della marea che si placa
vicinissimi al nodo che l’acqua finalmente distende.

La nave salpa e cammina
ed è un quieto santuario.