Dario Bellazza




È nato nel 1944 a Roma, dove ha trascorso gran parte della sua esistenza. Rari i suoi spostamenti verso l’amata calabria, i paesi arabi o il piccolo lago di Bolsena. Iniziò giovanissimo a scrivere versi, seguì alla facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza le leziioni di Giacomo Debenedetti. Fu amico di Moravia e di Elsa Morante e volle molto bene ad Amalia Rosselli con la quale, studente, divise una casa per molti mesi, frequentò assiduamente Penna e Palazzeschi e Anna Maria Ortese e per vari anni curò la corrispondenza di Pier Paolo Pasolini. Collaborò con i quotidiani “Paese Sera”, “Corriere della Sera”, “Il Mattino”. Scrisse per “L’Espresso”, “Il Tempo Illustrato”, “Paragone” e lavorò nella direzione della rivista “Nuovi Argomenti”. È autore di opere di prosa e narrativa, di testi per il teatro. Ha tradotto tutto Rimbaud. È morto a Roma nel 1966.

Ha pubblicato: Invettive e licenze (Milano, Garzanti, 1971), Morte segreta (1976), Libro d’amore (Milano, Guanda, 1982), Io (Milano, Mondadori, 1983), Serpenta (ivi, 1987), Libro di poesia (Milano, Garzanti, 1990), Testamento di sangue (ivi, 1992), Gatti e altro (Roma, Fermenti, 1993), L’avversario (Milano, Mondadori, 1994) e Proclama sul fascino (ivi, 1996), Poesie 1971-1996 (ivi, 2002) riunisce un’ampia scelta da tutte le raccolte, con la cura attenta di Elio Pecora.

Le poesie di Dario Bellazza


[Ti aspetto col buio, nel buio]

Ti aspetto col buio, nel buio.

E se la tregua convince le bellezze

davanti a me – nel letto sfatto

saranno – o come presente

il cuore vandalo verso la fine

trova la tregua al nascere

e al morire – sintassi estrema

prima di morire, morire.

Unica parola vietata, sincope,

deragliata, la fine, di tutto…

Da Proclama sul fascino.