Pietro Corzetto Vignot (Peder Kurzat Vignot)


Poeta e scienziato piemontese, tutto genio e sventura

 Pietro Corzetto Vignot ( Peder Kurzat Vignot ) nato a Rueglio (To) nel 1850 e ivi morto nel 1921. La sua opera poetica è raccolta in Stil Alpin, il volume è edito dai Fratelli Enrico Editori Ivrea 1976.
Aveva brevettato la "Sfera Metidica", sperimentata nel mare di Lerici e antesignana dei sommergibili e delle ricerche sottomarine. Personaggio singolare di letterato e scienziato, ebbe poca fortuna. A lungo dimenticato venne riscoperto in occasione del cinquantenario della morte. Fu tra i primi studiosi della fonetica dei dialetti e i suoi studi furono pubblicati sull’Archivio glottologico italiano, diretto da Giovanni Flecchia (canavesano) e da Graziano Isaia Ascoli.

Ecco un suo profilo biografico tratto da
http://www.valchiusella.org/personaggi/contemporanei/pietro-corzetto-vignot-letterato-e-scienziato/

Pietro Corzetto Vignot (Peder Kurzat Vignot), letterato e scienziato, genio e sventura

Pietro Corzetto, figlio di Battista (soprannominato Titàs) e di Maria Mazzarino (soprannominata Vignòta), nacque a Rueglio il 1 novembre 1851. Dopo aver frequentato le scuole elementari in paese, ha la singolare opportunità, per i tempi in cui visse, di frequentare il liceo a Ivrea, dove approfondisce la sua cultura letteraria e scientifica; insomma, uno studente completo! In premio per le sue eccezionali doti intellettive, la famiglia si fa carico di fargli proseguire gli studi. È così, nel 1870, si iscrive alla facoltà di Fisica dell’ateneo di Torino.
Ma il nostro studente, non aveva certo un carattere mansueto né malleabile e fu così che, dopo un veemente diverbio con un professore, egli venne radiato da tutte le università del Regno.
Nel 1875, assieme alla mamma e alla sorella Barbara, Pietro espatria in Svizzera, dove si mette a fare l’agricoltore in proprio. Quando il lavoro sembrava dare frutti, un incendio vanifica tutto e ai Corzetto rimangono solo pochi denari.
La loro tappa successiva è La Spezia, che Barbara e la madre raggiungeranno in treno, mentre Pietro vi andrà a piedi. Qui inizia l’era di Corzetto poeta, scienziato e inventore.
Nel 1889, la tipografia Sichero gli pubblica a dispense la prima edizione di “Stil Alpin” una silloge poetica in dialetto ruegliese. La grande peculiarità di questa opera è quella di avere una grafia tutta particolare, inventata dal suo autore in persona. Una grafia diversa da quella del piemontese classico e del tutto originale che introduceva, tra l’altro uso del K per il suono del CH. Del resto il dialetto ruegliese ha fonemi molto particolari richiamanti le lingue germaniche. Questa ed altre opere, suscitano il vivo interesse dell’ambiente letterario. Per la seconda edizione di “Stil Alpin”, edita nel 1911 dalla tipografia Garda di Ivrea, è addirittura Francesco Ruffini a curare la prefazione e a paragonarlo al Carducci. Le opere di Corzetto suscitano l’apprezzamento anche del provenzale premio Nobel Federico Mistral.
Malauguratamente, il fuoco ci si mette di mezzo anche questa volta e “Stil Alpin” è l’unica opera letteraria di Corzetto giunta fino a noi (la si può reperire presso la Biblioteca di Rueglio che ha sede nella sua casa e che è a lui intitolata).
Sempre nel capoluogo ligure, Corzetto, che, per omaggio alla sua mamma detta la Vignota, aggiunge al suo cognome il soprannome di Vignot, dopo lunghi studi e prove, vede la luce la sua sfera metidrica. Il 7 agosto 1896, nel golfo di Lerici, viene presentata la sfera, la quale pesava 5 tonnellate ed aveva un diametro di 5 metri. La grande scoperta stava nel fatto che la portentosa macchina doveva restare immersa sott’acqua, con un equipaggio ed avrebbe avuto una importate funzione per l’esplorazione dei fondali marini e magari anche per fini bellici. Nel pomeriggio Pietro e il suo equipaggio si immergono, ma, a causa del cattivo funzionamento di una valvola, la sfera metidrica comincia ad incamerare acqua. Devono perciò intervenire i mezzi di soccorso dell’arsenale della città per evitare la morte delle persone a bordo.
Nonostante l’insuccesso dell’inaugurazione, la sfera metidrica verrà poi studiata ed elaborata da diversi uomini di scienza e diverrà così l’antesignana del batiscafo realizzato da Auguste Piccard.
Nei primi anni del ‘900 Pietro Corzetto Vignot torna a Rueglio ed in paese la sua figura crea un certo interesse e anche il crearsi di racconti fantasiosi, uno dei quali lo vorrebbe come unico conoscitore d’una miniera d’oro sotterranea appena fuori dal paese. Egli era certo un uomo stravagante e alquanto umorale. Amava trascorrere le serate con gli amici nella cantina di Emma e Dominique Giacchetto a Trausella, che raggiungeva a piedi in ogni stagione.
Certo che se non ebbe la gioia di vedere realizzata l’invenzione del sommergibile cui diede un importante apporto, gli fu però risparmiato il dolore di vedere distrutto dall’incendio il suo materiale letterario le cui uniche copie erano conservate nella sua camera. A causa di una polmonite non curata, si spegneva nel suo paesello il 21 febbraio 1921.

Il signor Arciso Corzetto recita alcune poesie del suo compaesano Pietro Corzetto Vignot, un poeta e scienziato che Rueglio ha onorato con un monumento.