Assegnato il Premio Ischitella-Pietro Giannone 2013


Al vincitore Giovanni Benaglio, al secondo classificato Maurizio Casagrande e alla terza Cettina Caliò. Un omaggio per Serrao e Castorina

L’appuntamento con la poesia nei dialetti d’Italia a Ischitella nel Gargano nella due giorni di sabato 5 e domenica 6 ottobre 2013 è stato all’altezza della sua tradizione fondata sulla qualità eccellente delle sue proposte.
 
LE DUE SERATE DEL PREMIO ISCHITELLA
 
In apertura il 5 ottobre presso il teatro Pietro Giannone si è tenuto un commosso omaggio ad Achille Serrao, con la visione alcuni suoi video. Il primo era tratto da una sua intervista a Rai Educational, il secondo da una lettura pubblica in piazza S. Eustachio a Ischitella e per ultimo un video tratto da un incontro a Roma con il poeta Joseph Tusiani, in cui il poeta scomparso il 19 ottobre 2012 canta con la sua calda e inconfondibile voce le canzoni “Era de Maggio” e Fenesta vascia”.
Il pubblico ha sottolineato con un caloroso applauso le immagini del poeta, innamorato di Ischitella e molto ammirato dai suoi abitanti. Vincenzo Luciani, amico e sodale di Serrao, ne ha ripercorso la ricca biobibliografia evidenziando il suo ruolo decisivo nella tutela e nella valorizzazione dei dialetti d’Italia di cui il Premio Ischitella-Pietro Giannone (da lui ideato nel 2004) rappresenta un risultato importante e che nel suo nome dovrà essere mantenuto e potenziato.
Luciani, nella sua qualità di conduttore, ha poi introdotto anche un breve ricordo del prof. Giuseppe Gaetano Castorina dell’università Roma La Sapienza, altra colonna del Premio Ischitella, scomparso il 27 luglio 2013, che aveva stilato il suo giudizio delle opere in concorso e che si stava apprestando a tornare nella sua amata Ischitella dove era solito soggiornare, ospite fisso del prof. Rocco Guerra che, con commozione nel suo intervento ne ha ripercorso le tappe fondamentali della carriera universitaria ed artistica. Per molti anni decano degli anglisti italiani contemporanei ed europeista convinto, per Castorina essere italiano era limitante, amava definirsi europeo, perché sosteneva che solo con l’Europa la ricerca avrebbe potuto svilupparsi. Questa è stata la spinta che lo ha portato a costituire l'Associazione Eurolinguistica-sud, insieme a diverse università europee. A ricordo della sua passione per Leopardi l’ex assessore alla Cultura del comune di Ischitella Anna Maria Agricola ha declamato, non senza commozione, la traduzione in inglese di Castorina dell’Infinito.
Il prof. Rino Caputo si è associato all’omaggio ai due amici scomparsi rivelando alcuni aspetti sorprendenti della loro poliedrica personalità.
Il nuovo assessore alla Cultura di Ischitella Alessandra Ciccomascolo, ha poi rivolto ai poeti, ai membri della giuria e a tutti i partecipanti il saluto dell’Amministrazione comunale.
Preceduti dalla lettura delle traduzioni dei loro testi in italiano a cura degli attori Licia Novaga, Michelina Menonna e Mario De Cristofaro, i poeti vincitori della decima edizione del premio hanno declamato i testi in dialetto, a partire dalla terza classificata Cettina Caliò, in siciliano, seguita dal secondo classificato Maurizio Casagrande in veneto (variante padovana) e dal vincitore della decima edizione Giovanni Benaglio, in veneto (variante veronese). Le poesie sono state sottolineate da frequenti, convinti applausi.
Il reading si è concluso con un’anticipazione del programma del giorno dopo con la lettura di un significato e quanto mai appropriato sonetto del Belli “Le lingue der monno” in cui il prof. Marcello Teodonio, nuovo giurato del Premio Ischitella-Pietro Giannone ha un saggio, applauditissimo del suo talento affabulatorio.
 
Il prof. Teodonio, direttore del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli, ha introdotto con una coinvolgente lettura ed esegesi di alcuni sonetti del grande poeta romanesco, tra i grandi della letteratura italiana, la serata del 6 ottobre dedicata alla Cerimonia di Assegnazione del Premio “Città di Ischitella-Pietro Giannone” ai poeti vincitori: Giovanni Benaglio, Maurizio Casagrande, Cettina Caliò.
Sono intervenuti i membri della Giuria: Rino Caputo, Vincenzo Luciani, Marcello Teodonio. (Assenti giustificati: Franca Pinto, Cosma Siani e Dante Della Terza). La serata ha visto la partecipazione del sindaco Ischitella Piero Colecchia e dell’Assessore alla Cultura Alessandra Ciccomascolo ed è stata condotta dal giornalista Emanuele Sanzone.
 
DECIMA EDIZIONE DEL PREMIO ISCHITELLA-PIETRO GIANNONE, I VINCITORI
Giovanni Benaglio di S. Giovanni Lupatoto (VR) è il vincitore della decima edizione del Premio Ischitella Pietro Giannone 2013 con la raccolta poetica inedita in dialetto veronese “Saorìo l’è ’l silensio” (È succoso il silenzio). Secondo classificato Maurizio Casagrande (Cartura, Padova), terza Cettina Caliò (Paternò, Catania).
Questo è stato il responso della Giuria del Premio Ischitella Pietro Giannone composta da: Franzo Grande Stevens (presidente onorario), Dante Della Terza (presidente), Rino Caputo, Giuseppe Gaetano Castorina, Marcello Teodonio, Cosma Siani, Franca Pinto Minerva, Vincenzo Luciani.
La scelta dei vincitori è stata operata dopo una selezione delle raccolte poetiche di sette finalisti, di cui facevano parte, oltre ai vincitori, i poeti: Alessandro Guasoni (Sestri Ponente, Genova), Giacomo Vit (Cordovado, Pordenone), Alberto Molinari (dialetto mantovano), Franco Fresi ((Tempio Pausania, OT).
GIOVANNI BENAGLIO, nato nel 1949, è stato funzionario di banca. È cultore della lingua dialettale veronese, di cui ricerca nel profondo significati e sapori. Ha pubblicato le raccolte di poesie “Su senoci de acoa ciara” e “Péste” e il volumetto di aforismi ed epigrammi “Sapèl”. Ha anche dato alle stampe una ricostruzione storica del paese d’origine, effettuata sulla base dei ricordi lucidissimi del padre Giacinto, novantenne. Numerosissimi e di prestigio sono i premi conseguiti. Con la raccolta poetica inedita in dialetto veronese Saorìo l’è ’l silensio (È succoso il silenzio) ha vinto la X edizione del Premio Ischitella Pietro Giannone 2013.
Il prof. Rino Caputo preside della Facoltà di lettere di Roma Tor Vergata ha letto la motivazione del Premio: “La raccolta in dialetto veronese Saorìo l’è ’l silensio (Saporoso è il silenzio) di Giovanni Benaglio, pur ondivaga nei temi, ha una sua compattezza. Il silenzio è al centro del suo percorso e si carica di rabbia sociale, affettiva, umana. Intensi sul piano metaforico sono i riferimenti alla natura, quasi mai bucolica, più spesso carica di rasposità. Allo stesso tempo un’atmosfera fiabesca talvolta avvolge il mondo dei ricordi. Luoghi, persone, situazioni sono rappresentati in modo originale, senza scivolare mai nel bozzetto o nella retorica. La poesia di Benaglio, giocata su libere associazioni, a volte senza un apparente filo narrativo, si impone per le tinte forti e suggestive, per la libertà in cui si intrecciano legami tra pensieri, immagini, ricordi”.
MAURIZIO CASAGRANDE (Padova 1961) insegna lettere nelle scuole superiori. Dopo la laurea in filosofia ha maturato interesse per la letteratura e la poesia occupandosi, in sede critica, di poeti e scrittori contemporanei attraverso la collaborazione con riviste quali “Atelier”, “La Battana”, “Tratti”, “La Clessidra”. Per Il Ponte del Sale ha curato nel 2006 il volume di interviste In un gorgo di fedeltà. Dialoghi con venti poeti italiani, fotografie di Arcangelo Piai. Sofegón carogna, la sua prima opera di poesia in dialetto, è del 2011 (Il Ponte del Sale, Rovigo). La sua raccolta Anca sensa de mi, si è classificata seconda al Premio Ischitella-Pietro Giannone 2013.
Il prof. Rino Caputo ha letto la motivazione del Premio: “La raccolta Anca sensa de mi (Anche senza di me), di Maurizio Casagrande, in una variante del padovano in uso nell’area a Sud di Padova (intrecciato a lemmi e sintagmi assunti dall’area limitrofa), si basa sulla forza trasgressiva delle affermazioni e del lessico. Ironico ed autoironico, si affida ad un piacevole tono colloquiale, semplice, quasi naturale che intesse con se stesso e con gli altri. Molti i temi: metapoesia, dialogo con i poeti, bilanci di vita, frammenti esistenziali con rapide pennellate, vivaci bozzetti. Rinuncia a ritmi ricercati e rifugge dalla metrica, ma adopera rime finali e al mezzo che danno sonorità alla sua corrente di pensieri. Quando è al meglio si affida alla sola forza dell’immagine e del dire”.
CETTINA CALIÒ è nata a Catania. Perito commerciale, ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Catania. Scrive poesie e racconti. Ha pubblicato: Poesie (Ibiskos, 1995), L’affanno dei verbi servili (Bastogi, 2005), Tra il condizionale e l’indicativo (Ennepilibri, 2007), Sulla cruda pelle (Forme Libere, 2012). Figura con le sue composizioni in antologie e riviste letterarie. Si è classificata terza al Premio Ischitella-Pietro Giannone 2013 con la raccolta I paroli nichi nichi.

Il prof. Rino Caputo ha letto la motivazione: “I paroli nichi nichi (Le parole piccole piccole), raccolta nel dialetto siciliano di Catania di Cettina Caliò, si caratterizza per la vena moderata nell’espressione che rifugge da toni estremi. È delicata nell’esprimere sensi amorosi, equilibrata nell’uso delle metafore e della creazione fantastica. È una poesia che si insinua blandamente ma, a lettura prolungata, con sicurezza”. 

Ischitella, 8 ottobre 2013