Approda a Roma la poesia di Achille Pannunzi


Presentato nella Biblioteca Teatro Quarticciolo il saggio critico a lui dedicato da Giovanni Prosperi

Achille Pannunzi, poeta in dialetto sublacense, approda nella Capitale con la presentazione il 3 luglio 2012 nella Biblioteca Teatro Quarticciolo del saggio critico a lui dedicato da Giovanni Prosperi (Edizioni Cofine, 2012, euro 10).

Dopo la lettura a cura del poeta e attore Benedetto Lupi di poesie di Achille Pannunzi, la direttrice della biblioteca Rosa Di Fusco ha dato il benvenuto al nutrito pubblico presente in sala in cui numerosi erano sublacensi sia provenienti dalla cittadina natale di Pannunzi che residenti a Roma.

Nel suo saluto istituzionale il vice presidente del VII municipio Mauro Ferrari ha introdotto il tema del gemellaggio che si sta per concretizzare tra il principale centro della Valle dell’Aniene e il VII municipio, punti terminali del “Sentiero della Pace”. L’assessore alla Cultura Leonardo Galli, anche a nome dell’intera giunta municipale, oltre alla motivazione data da Ferrari, ha introdotto gli altri due collegamenti alla base del futuro gemellaggio: i due poeti dialettali in romanesco Vincenzo Scarpellino (cui di recente è stato intitolato un viale nel Parco) e in sublacense Achille Pannunzi, entrambi nel cuore degli uditori per la maestria nella versificazione e per una poesia che arriva dritto al cuore, entrambi con un tormento interiore e con un poetare complessi ed impegnato su temi filosofici etici e religiosi. Galli ha poi sottolineato il legame tra le antiche abbazie sublacensi e la chiesa di Meier, voluta da Giovanni Paolo II come simbolo del Terzo millennio.

Vincenzo Luciani, ha avviato una riflessione sulla valorizzazione postuma, dei poeti Vincenzo Scarpellino (morto a Tor Tre Teste nel 1999) e con Achille Panunzi (1921-2007) che pure hanno goduto di una notevole popolarità in vita. Ha poi ricordato il suo felice incontro con Giovanni Prosperi l’autore del libro Achille Pannunzi. Un uomo vivo. che lo colpì per il suo giudizio critico controcorrente espresso nella presentazione di Na rattattuglia, in cui affermava che le poesie di Pannunzi “incarnano il vissuto di un luogo, sviscerano in maniera passionale la quotidianità di Subiaco, in cui tutto avviene con sincerità e ipocrisia, con passionalità e ritrosia, con dolcezza e disincanto e il canto sommesso ed epico, di una Subiaco non più idealizzata, ma accuratamente passata al setaccio di un osservatore vigile, moralmente vigile e però scevro da giudizi o pre-giudizi moralistici”. Luciani ha pure evidenziato il delicato lirismo che connota le poesie del poeta centravanti di Subiaco e il ricorrere del tema della morte, sottolineando le analogie tra la poesia “Univérzo” che è il dignitoso commiato del poeta dalla vita terrena per aprirsi all’universo che non gli fa più paura e quella di Scarpellino nella poesia “Un’antra foja ar vento” così si esprime: ma tu nun ce stai più, manco t’importa / vai incontro ar nulla eterno a cor contento. Infine un merito speciale spetta a Giovanni Prosperi: quello di aver messo in luce “l’altra faccia di Pannunzi”, quella impegnata ed etica, di farlo emergere fuori dalla cerchia della sua cittadina. E di questo la città di Subiaco e i familiari del poeta, insieme agli estimatori di Pannunzi, devono essere molto grati a Giovanni Prosperi per il dono delle rigorose e appassionate pagine del suo saggio critico.

Sul libro di Prosperi, certificandone la solidità dell’impianto, ha intrattenuto gli uditori il prof. Giuseppe Massara, ordinario di Letteratura inglese all’università La Sapienza, il quale ha svolto un’analisi approfondita del testo. Ha sottolineato come alla semplicità del dettato poetico di Pannunzi corrisponda complessità di pensiero e studio accurato della forma. Nei suoi versi le persone e i luoghi – come affermato nel saggio di Prosperi -“le persone e i luoghi sono ubicati in una realtà visitata dalla memoria e non dal ricordo. La memoria attualizza: il ricordo si rifugia nella fantasia”. Ha poi anche concordato con l’autore del saggio circa un altro aspetto fondamentale: il sapiente uso del registro comico, e infine su quello della sua umanità carnale e della sua spiritualità del poeta sublacense che sono ben percepibili nelle sue pagine più significative, nelle quali cuore ed anima di Pannunzi trovano un’elevata sintesi.

In conclusione l’autore del libro Giovanni Prosperi ha ringraziato, commosso, tutti gli intervenuti, ringraziandoli per la presenza e per l’attenzione dedicate alla sua fatica, non nascondendo la soddisfazione di aver potuto coronare il sogno di far uscire dalla modesta cerchia della sua cittadina un poeta come Achille che sempre più è destinato ad imporsi all’attenzione dei critici e di sempre nuovi lettori.

Ha chiuso l’incontro un intervento del sindaco di Subiaco Francesco Pelliccia che ha ringraziato gli organizzatori ed ha dato l’appuntamento a Subiaco per il perfezionamento del gemellaggio in occasione di una presentazione autunnale del libro di Prosperi che merita la riconoscenza della cittadinanza di Subiaco.

Alla presentazione erano presenti i familiari di Achille Pannunzi, in particolare la moglie Renata e le figlie Gioia e Caterina, gli scrittori Giuseppe Cicolini e Luigi Scialanca, il poeta Claudio Porena, il direttore del Parco naturale dei Monti Simbruini, Antonio Foppoli, il presidente del Centro culturale Lepetit Giorgio Grillo.

Le foto sono di Vittorio Tallarico (foto 1 Giovanni Prosperi, foto 2 Giuseppe Massara)

 

di R. V.

04/07/2012