Ad Elio Pecora, Gabriele Pedullą e Mario D'Arcangelo il Premio Tagliacozzo


La cerimonia di conferimento dei premi il 29 dicembre 2010

Nella splendida cornice del teatro Talia si è tenuta il 29 dicembre 2010 la premiazione della diciottesima edizione del risorto Premio Nazionale Città di Tagliacozzo di Poesia e Critica.

Erano presenti al gran completo i componenti della giuria e gli autori cui sono stati conferiti i premi: Elio Pecora per la poesia, Gabriele Pedullà per la critica e Mario D’Arcangelo per la poesia abruzzese.

La premiazione è stata allietata dall’esecuzione di composizioni musicali del Maestro Marcello Filotei, con la partecipazione del sassofonista Andrea Polinelli e della danzatrice Ketty Russo.

La cerimonia è stata introdotta da sintetici interventi di benvenuto del sindaco di Tagliacozzo Dino Rossi e dell’assessore alla Cultura Domenico Amicucci.

Il presidente della Giuria L. Rino Caputo, preside della facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata, ha tenuto a precisare che quello del Premio Tagliacozzo è un discorso che continua ricollegandosi all’antico prestigioso itinerario delle precedenti edizioni, nel cui solco si inserisce la sua “risorgenza”, alla quale la giuria ha dato volentieri il suo contributo insieme all’amministrazione comunale, cui va tributato un plauso per la sua azione controcorrente nell’accentuare il suo impegno per la cultura in un contesto di tagli e riduzioni di impegno.

Brillante conduttore della cerimonia è stato Pierluigi Natalia, autore insieme ad Angelo Paoluzi (con la collaborazione della segretaria del Premio Paola Casale) dell’opuscolo “Poesia e risorgenza” che sintetizza motivazioni e storia del premio, fornendo una preziosa cronistoria dalla quale si apprende che nelle precedenti edizioni sono stati premiati autori di grande rilievo: per la poesia, tra gli altri, Elio Filippo Accrocca, Davide M. Turoldo, Gesualdo Bufalino, Margherita Guidacci, Mario dell’Arco, Andrea Zanzotto, Mario Luzi, Giovanni Giudici, Attilio Bertolucci e, per la critica la critica, Giorgio Petrocchi, Giuliano Manacorda, Leone Piccioni, Giacinto Spagnoletti, Gaetano Mariani, Rosario Assunto.

Dopo la proclamazione dei vincitori ad opera del presidente della Giuria Rino Caputo, Angelo Sabatini e Andrea Gareffi hanno illustrato le motivazioni del premio per la poesia assegnato ad Elio Pecora; mentre Arnaldo Colasanti, dopo aver delineato la figura e l’opera di Gabriele Pedullà, che lo hanno reso meritevole del premio per la Critica letteraria, lo ha intervistato, ricevendo puntuali risposte. Infine il poeta Vincenzo Luciani ha indicato le motivazioni che hanno indotto la giuria ad assegnare il premio per la poesia in abruzzese a Mario D’Arcangelo.

Tutti e tre i premiati hanno ricevuto i premi e ringraziato la giuria e il pubblico per l’affettuosa e calda accoglienza. Molto applauditi, i poeti Pecora e D’Arcangelo hanno letto alcuni dei loro più significativi testi.

Alla premiazione hanno preso parte anche i giurati prof. Vittoriano Esposito, dir. Maurizio Fallace e prof. Franco Salvatori.

Qui di seguito ecco alcune notizie sui premiati

ELIO PECORA
Nel definire la sua poesia Pecora ha scritto: “Non potrebbe essere meglio spiegata quella che chiamiamo eternità. E che preferisco chiamare durata, dell’opera di poesia. È il durare contro la precarietà e il rumore. In una società confusa dalla chiacchiera, persa nella babele di un’informazione che si cancella per eccesso, nello scadimento delle sintassi, nel prevalere di linguaggi approssimativi, di gerghi vuoti di senso e carichi di immediatezze purulente, la parola della poesia si rivela come una delle forme più alte ed efficaci di comunicazione”.
Elio Pecora (Sant'Arsenio, 1936) è uno scrittore, poeta e saggista italiano, vincitore del Premio Dessì e del Premio Il Fiore. Curatore di antologie sulla poesia del Novecento, biografo del poeta Sandro Penna, Esordisce come autore nel 1970 con "La chiave di vetro" (Bologna 1970)".In seguito sono le opere:"Motivetto" (1978), "L'occhio corto" (1985), "Interludio" (1990) "Per le altre misure" (Genova, 2001). Ha collaborato come critico letterario su quotidiani italiani nazionali. Ha curato l' "Antologia della poesia del Novecento"(1990). È uno dei cultori e studiosi della poesia contemporanea. Fondatore della rivista di poesia internazionale "Poeti e Poesia", alla quale hanno aderito poeti da Gabriella Malet e Maria Pia Sozzi, da Alberto Giaquinto a Roberto Deider, da Niccolò Carosi ad Alda Merini. Fra gli emergenti ha curato "L'Agenda del Poeta" (2007) dedicata a Gabriele D'Annunzio con la presenza di numerosi poeti da Angelo Acquaro a Cristina Tornali, successivamente quelle dedicate a Dino Campana e Sandro Penna (2008).
Vive a Roma è autore di raccolte di poesie, racconti, romanzi, saggi critici, testi per il teatro. I suoi libri di poesia: La chiave di vetro (Bologna, Cappelli 1970); Motivetto (Roma, Spada 1978); L'occhio corto (Roma, Studio S. 1985; Interludio (Roma, Empiria 1987 e 1990; Dediche e bagatelle (Roma, Rossi & Spera 199O); Poesie 1975-1995 ( Roma, Empiria 1997 e 1998; Per altre misure (Genova, San Marco dei Giustiniani 2001). I suoi libri di prosa: Estate, ed. Bompiani 1981; Sandro Penna:una biografia, ed.Frassinelli 1984 e 1990; I triambuli, ed.Pellicano 1985; La ragazza col vestito di legno e altre fiabe italiane, ed.Frassinelli 1992; L'occhio corto, ed. Il Girasole 1995.I testi per il teatro rappresentati: Alcesti ,1984 Roma Teatro SpazioUno, regia di Enrico Job; Pitagora, (edito nei Quaderni del Comune, Crotone 1987), Crotone, regia di Luisa Mariani; Prima di cena, (Premio IDI 1987, in "Sipario",474, gennaio-febbraio 1988),Roma Teatro Belli, regia di Lorenzo Salveti; Nell'altra stanza,1989 ( in "Ridotto" 7-8,agosto-settembre 1989), Roma Teatro Due, regia di Marco Lucchesi; Il cappello con la peonia, 1990, Roma Teatro Due, regia di Marco Lucchesi; A metà della notte, Todi Festival 1992, regia di Maria Assunta Calvisi, edito da l'Obliquo, Brescia 1990; Trittico, Roma Teatro Due, regia di Marco Lucchesi, 1995. Le radiocommedie trasmesse: Il giardino, RadioTre il 21 luglio 1996; Il segreto di Lucio, RadioTre il 19 ottobre 1997. Ha curato : Sandro Penna Confuso sogno ed. Garzanti 1980; Antologia della poesia del Novecento, ed. Newton Compton 1990; Sandro Penna poeta a Roma, ed. Electa 1997; Diapason di voci (quarantadue poeti per Sandro Penna) ed.Il Girasole 1997. Ha collaborato come critico letterario a: Il Mattino, La Repubblica- Mercurio, Reporter, La Voce Repubblicana, La Stampa-Tuttolibri, Il Tempo Illustrato, L'Espresso, Wimbledon, La Rivista dei Libri, Belfagor, Avvenimenti, Radio Due, Radio Tre, etc. Ha pubblicato prose e poesie in : Nuovi Argomenti, Ulisse, Belfagor, Tempo Presente, Galleria, Anterem, Salvo Imprevisti, Discorso Diretto, Lettere Romane, La Clessidra, Pandora, Lunario Nuovo, Mondoperaio, Malavoglia, Lengua, Poesia , Kamen etc.
La più recente raccolta è Simmetrie (Mondadori, 2007).

GABRIELE PEDULLÀ
Nato a Roma nel 1972 e ha conseguito un dottorato di ricerca in Letteratura italiana all’Università Statale di Milano. È ora ricercatore presso Roma Tre. Ha pubblicato saggi di cinema e sulla letteratura rinascimentale e del Novecento, curando edizioni delle opere di Carlo Dossi (1999) e dei Saggi critici di De Sanctis (2001). Collabora a FilmCritica, Riga e Alias. La strada più lunga – Sulle tracce di Beppe Fenoglio intende suggerire nuovi profili interpretativi dello scrittore albese, evidenziando tra gli ascendenti culturali di Fenoglio non solo la letteratura anglosassone, ma anche le riflessioni filosofiche e teologiche di Pietro Chiodi e dell’esistenzialismo francese. Recente è l’uscita presso Einaudi , con Sergio Luzzatto, dell’Atlante della Letteratura Italiana, vol. I, dalle Origini al Rinascimento.

MARIO D’ARCANGELO
Nel panorama letterario abruzzese di quest’ultimo quindicennio si è venuta affermando, con sempre più nitida evidenza, la figura di Mario D’Arcangelo, poeta dialettale tra i maggiori della regione, autore della silloge Senza tempe (Edigrafital, Teramo, 2004), pluripremiato nei vari concorsi regionali ed, ultimamente, nel concorso nazionale Via della Memoria di Pescara e nel Premio Ischitella-Pietro Giannone.

Nei suoi versi si avverte l’eco della migliore tradizione poetica abruzzese - risentita, peraltro, e rielaborata nella temperie di un’originalissima sensibilità - e, nel contempo, si ritrovano moduli e stilemi della moderna poesia europea, che in Italia si trasfondono nelle officine della poesia neodialettale.

Legatissimo alla sua terra, santificata dal sudore e dai sacrifici dei padri, D’Arcangelo ne canta la rude e luminosa bellezza in un vibrante sensualismo pampsichistico e, dunque, nella comunione più profonda con le radici dell’essere; ma non dimentica le angosce del nostro tempo, il penare degli uomini sparsi nei vari continenti, a cui, nonostante orrori e sofferenze, lancia messaggi di speranza.

Il suo canto, musicalissimo e ben ritmato, «coagula – come scrive Achille Serrao – dolcezza, intelligenza e passionalità, all’insegna di una lingua “alta”, talvolta aerea, con una genuina, ricchissima gamma di sfumature espressive; una lingua che ha nella limpidità e musicalità il suo punto di forza».