Notizie sui libri da Roma |
|
I sonetti di Shakespeare tradotti da G. LucchiniPubblichiamo alcuni sonetti di William Shakespeare tradotti in italiano da Giuliana Lucchini e tratti dal libro William Shakespeare, Sonnets (a selection) edito da Ombra d’Oro Editrice Multimedia (2000). Eppur si può dire l’amavo caramente; Ch’ella abbia te, è il capitale mio sgomento, Perdita d’amore, mi tocca intimamente. Amanti traditori vi voglio scusare: Tu certo ami lei perché sai ch’io amo lei, E per mio amore così ella mi va a ingannare: Si fa amare in mio amore ché il mio amico sei. Se perdo te, perdita è lucro per l’amata, Perdendo lei, il mio amico trova quel che perdo, Per mio amore entrambi tal croce m’han segnata, Si trovano l’un l’altro, e entrambi, i due, riperdo. Ma ecco gioia, il mio amico ed io siamo tutt’uno, Dolce lusinga, ella oltre a me non ama alcuno. Due spiriti che fanno da suggeritore, L’angelo migliore è un uomo biondo perfetto, Donne è il peggiore spirito, di mal colore. Per piombarmi all’inferno il mio femineo male Adesca il mio angelo buono dal mio fianco, Di corrompere il santo in dèmone si cale, Ne insidia la purezza con immondo incanto. E se quell’angelo mio sia in demonio vòlto Lo posso sospettare, ma non certo dire, L’un l’altro amici, ma e l’uno e l’altro a me tolto, Un angelo nell’inferno altrui, posso arguire. Eppure mai lo saprò, nel dubbio mi stia |
|