Sauro Roveda




[EMILIA ROMAGNA] Sauro Roveda nato a Vezzano sul Crostolo (RE), ma vive e lavora a Formigine (MO). Scrive in lingua e in dialetto, con una spiccata prevalenza per questultimo. Sue poesie sono comparse su giornali e riviste letterarie ed autore di articoli e studi sulla letteratura dialettale contemporanea.

Ha pubblicato nel 1996 Lmm e al timp (Luomo e il tempo), Ronchetti Editore; nel 2001 Pdghi (Orme), Mobydick Editore; nel 2004 Lantologia Poediant (Poedianti), Edizioni il Fiorino.

Di lui Ha scritto Alberto Bretoni: Sauro Roveda poeta che lotta davanti agli occhi del lettore con la nostalgia e con la voglia di restaurare un mondo (geografico oltre che umano, fisico oltre che antropologico) che non c pi. I suoi testi per vengono a eliminare quellalonatura nostalgica, grazie allintroduzione di una sintassi tutta innovativa, capace di allargare il campo percettivo di chi ascolta su piani diversificati di ricezione, per una sequenza di slogature, di tic verbali non meno che gestuali capaci di restituire il senso di una contemporaneit animata e multanime, ove i conti tra veglia e sogno, incubo e pensiero, metro e ritmo, esclamazione e domanda non trovano mai una facile ricomposizione nel passato, ma guardano semmai a una possibilit - di specie giustamente dubitativa - di futuro".

Le poesie di Sauro Roveda


Lngua

Cun al rai e ttt

 

da la mint a th strapiante,

 

e cun al stsi rai

 

in dla lma dal savr

 

at turnar a piantr

 

fir ed parla,

 

chersda dinter a la cna dllma.

 

L m at far gnr s

 

fn a fret fiurr,

 

fn a fret marsr.

 

E dp...e dp...

 

At turnar a piantr,

 

fir dpoesa!

 

 

 

LINGUA - Con le radici / dalla mente ti ho estirpata, / e con le stesse radici / nellurna del sapere / ti ripianter / fiore di parola, / concepita nella culla dellanima. / L io ti crescer / fino a farti sbocciare, / fino a farti sfiorire. / E poie poi/ ti ripianter / fiore di poesia!

 





In dl'ora buinta

In dlra bunta

al s scunsma al fie di vc

gumbi ed parli

dlsi, scudrgni,

che i rmen

in d al timp al s ferme.

In dlra bunta

al s scunsma ludr dal baalcch

e i vn deschlsa

el cicri dla basra,

i vn a dre

a nra chlarsra

e in snadn bra i vc

che lmbra la tca a scantunr.

In custra

a gharmgn sl soqunt ricrd,

strine al sl.

 

 

MERIGGIO - Nellora calda / si consuma il fiato dei vecchi / scompigli di parole / dolci, rudi, / che frugano / dove il tempo s fermato. / Nellora calda / si consuma lodore del basilico / e vanno scalze / le chiacchiere del meriggio, / inseguono / unombra che ristori / e non si accorgono i vecchi / che lombra scompare. / A solatio/ restano solamente alcuni ricordi / seccati al sole.





La dota

I noster vc la s vta

i lhan pasda a raspr

in m a d ss,

per rubr

apina n pgn ed tra,

da destnder come n linsl

insma a la schna dal mnd

e psr dr:

- L per qui ch gnir!

 

 

 

LA DOTE - I nostri vecchi la loro vita / lhanno trascorsa a frugare / tra i sassi, / per rubare / appena un pugno di terra, / da stendere come un lenzuolo / sulla schiena del mondo / e poter dire: / - per quelli che verranno!





Al testimoni

Uter

an ni mai cgnusu al savr dal pn,

an ni mai sintu

la s-cima dal lambrsch manir, respirr,

dinter al bicr

minter la mnstra vdva lalvva al bj dsvra al fughlr.

M a ghra ad ascultr,

cal cicri spartdi cume cipa ed pn

girr dn bca n bca,

fn a mursr la fm

la se...

fn a rivr al cl dla butglia,

e dp s-chres... cume rubglia.

Am bastva squnti ed cal brli

e n poed chlalvadr.

pr fri turnr sra dp sra

untra volta pn.

 

 

IL TESTIMONE - Voi / non avete mai conosciuto il sapore del pane, / non avete mai udito / la schiuma del lambrusco agitarsi, respirare, /dentro al bicchiere/ mentre la minestra povera borbottava sopra al focolare. /Io cero ad ascoltare, /quelle chiacchere scambiate come pane / passare di bocca in bocca, / fino a spegnere la famela sete / fino al fondo della bottiglia / per poi seccarsi come marruca. /A me bastavano un po di quelle briciole / e un podi quel lievito. / per tramutarle sera dopo sera/ nuovamente in pane.