Tre serate di poesia a Vico del Gargano


Il 20 agosto: Garganoamore, la prima, con quattro poeti dialettali

Vico del Gargano, 23 agosto 2007. - Il 20 agosto 2007 a in largo del Conte si è tenuta la prima delle tre serate dedicate alla poesia nella rassegna “Po e Tan” ideata dall’assessore alla Cultura Giuseppe Aguiari e organizzate dall’amministrazione comunale di Vico del Gargano, nell’ambito dell’Estate Vichese 2007.
Il 21 agosto sempre in largo del Conte e con lo stesso orario si è tenuta la rassegna poetica “Voci di donna” organizzata dalla poetessa Teresa Di Maria e il 22 agosto, la rassegna “Canti di libertà” poesia di impegno civile a cura di Michele Angelicchio.

GARGANOAMORE - Parole Immagini Suoni Umori Odori Sapori della nostra terra” è stato il titolo significativo della serata del 20 agosto di cui sono stati protagonisti quattro poeti dialettali garganici: Isa Cappabianca Pernice di Vieste, Rosaria Vera di Vico del Gargano, Emilio Panizio di Sannicandro e Vincenzo Luciani di Ischitella, che ne ha pure curato e presentato il programma.

Il titolo della rassegna prendeva lo spunto da una poesia di Michele Capuano, poeta dialettale di San Giovanni Rotondo morto nel 1993.

Di Franco Pinto, nato a Manfredonia nel 1943 ed autore delle raccolte poetiche: U chiamatore, Nu corje doje memorie e Mèje cume e mo’ , impossibilitato a partecipare per sopraggiunti impegni di lavoro è stata letta la traduzione di una sua bella poesia intitolata “L’ucchje ne nganosce”, “L’occhio non conosce”.

La lettura dei testi dei poeti presenti si è avviata con Isa Cappabianca Pernice. Nata a Vieste nel 1931, ha insegnato nelle scuole elementari fino al 1995.
E’ autrice della raccolta dialettale Poesie di folklore viestano (1987), della commedia Aspettanne Sande Mariye. Ha pubblicato nel 2002 Nu jurne de magge (poesie dialettali ed in lingua).

Dopo di lei è stata la volta di Emilio Panizio, nato nel 1960 a Sannicandro. Vive a Bologna dove esercita la professione di avvocato. Panizio è autore di testi di poesia, di prosa e teatrali in dialetto di Sannicandro tra i quali citiamo: Viaggiare senza andare (1999 ed. Minimum fax); Quando non è il momento (commedia dialettale), 2006, Edizioni Unitre; I racconti della spiaggia senza uomo (2007, Gioiosa editore). Di Panizio sono ancora inedite le raccolte di poesia in dialetto Erotici garganici e Ind’a nnende.

Le poesie di Vincenzo Luciani sono state introdotte ed accompagnate dalla grazia e dalla bravura canora della cantatrice in dialetto ischitellano Raffaella Iacovangelo. Luciani nato nel 1946 a Ischitella vive a Roma dove dirige il giornale Abitare A. Ha pubblicato: nel 1985 Il paese e Torino (raccolta di poesie in italiano), per le Edizioni Cofine (Roma), nel 2001 ha pubblicato Frutte cirve e ammature, nel 2005, Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005) e con Silvia Graziotti, La regione invisibile. Poesia e dialetto nell’Alto Lazio.Infine nel 2007 Le parole recuperate. Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini.

Autentica mattatrice della serata è stata infine Rosaria Vera. Nata a Vico nel 1940. E’ stata per lunghi anni insegnante elementare prima a Vico e a Peschici e poi a Foggia. Vera ha fatto parte insieme con il prof. Michele Afferrante dello storico gruppo teatrale “Rinascita vichese” che ha rappresentato testi classici in lingua e testi in dialetto napoletano. Ha partecipato ad un film di Luciano Emmer di prossima uscita. Rosaria Vera, profonda conoscitrice delle tradizioni e del dialetto vichese è autrice di numerosi testi di poesia in lingua e in dialetto di Vico del Gargano.

La serata è stata allietata dai ritmi travolgenti del complesso Come vena ven è composto da:  Isidoro Ambu (percussioni), Michele Castelluccia (chitarra), Germano Lustri (basso), Antonio Pallotta (castagnole) e Michele Disanti (voce e dindolo).

Un pubblico appassionato e folto ha lungamente applaudito sia i poeti che i musicisti.