Gian Marco Pedroni


Si classificato terzo al Premio nazionale "Citt di Ischitella-Pietro Giannone" 2007

(EMILIA ROMAGNA) GIAN MARCO PEDRONI, terzo classificato al Premio Citt di Ischitella 2007, nato a Montecorone (MO) e si laureato a Bologna. Ha lavorato nel teatro dando vita al Festival del Teatro dei Ragazzi, e nel cinema come assistente di vari registi.

Ha pubblicato con Mondadori, De Agostini, Maggioli, Calderini e su molte riviste nazionali del settore turistico.

Nel 2002 ha vinto il Concorso fotografico Giganti protetti edito dalla Regione Emilia Romagna.

Le poesie che seguono sono tratte dalla raccolta Pver Crst (antologia dialettale modenese in 3 parti), terza classificata al Premio nazionale di poesia in dialetto Citt di Ischitella-Pietro Giannone 2007.

Le poesie di Gian Marco Pedroni


I zrs

In l rba i falegnm i spchen

i zrs a clp dp clp i sn

van pa la carda;

ed sra, quand a n sduvrvv

pi sintr gnnt, a s sint da

luntn ancra clp, clp

chi scsen al fnster...

mo anch qui i finirn, la ds

la zint, a n s pl mnga durr

tant a str ml.

 

I CILIEGI Nellerba i falegnami spaccano / i ciliegi, e colpi su colpi se ne / vanno per la carreggiata ; / a sera, quando non si dovrebbe / pi udire niente, si sentono da / lontano ancora colpi e colpi / che scuotono le finestre... / ma anche quelli finiranno, dice / la gente, non si pu durare / tanto a stare male.





(L la st sovr' al sof)

L la st sovr al sof

vrs al nov in la so c

cun di fior de stfa in vs

e i b occ chi gurdn i trv

Un armr ed p da fra

lmm as pgia, al sa daurra

tca la mnta e las avira

ttta la stanza la suspira

Cun al schrp al psta al fer

cun la bcca al spuda amr

i nin gnnch a mzz dal d

e bisgna lasr l

Torna lmm in mezz i camp

stta al sol e stta i lmp

l la prega cun al cr

cha fiurssa un d lamr

 

Lei sdraiata sul sof / della sua casa, sono appena le nove, / ci sono fiori di stoffa nel vaso / i suoi begli occhi guardano le travi / Un rumore di piedi si sente fuori / luomo arriva, sappoggia, sa daurora / comincia la monta, lei si apre / tutta la stanza ha sospiri / Con le scarpe spinge il letto / con la bocca sputa amaro / non neanche mezzogiorno / e bisogna lasciare l / Luomo ritorna ai suoi campi / sotto il sole o il temporale / lei prega con tutto il cuore / che fiorisca un giorno lamore





Al m mnd

Tra aria fgh e acqua

al mnd la quter cantun

s non l un ort sinza azdi

e mantgn in brt rden.

Agh unora par finr la vtta

a lAvemaria, e agh unora

par disdres, s no as va a l

infin, angh sm pi avi

a sghs stfa dap a na stmna

ed viz e dproblema.

Da quter al stasun aglin

dvintdi d, m finida l,

s no gnnt as smna, gnnt madra.

Purtropp a sgh slva sol

a zughr (alra l mii frel

barigh e algher) a chi sta

ed z e chi ed l da zrc

parch l sol din lt, da dimndi

in lt cha sgh vd bin.

 

IL MIO MONDO Terra aria fuoco e acqua / il mondo ha quattro cantoni / se no un orto senza protezioni / e venduto al disordine. / C unora per smetterla con la vita / allAvemaria, e c unora / per risvegliarsi, se no si va all / infinito, non ci siamo pi abituati / ci si stanca dopo una settimana / di cammino e di problemi. / Da quattro le stagioni possono / diventare due, ma finita l, / se no niente si semina, niente matura / purtroppo ci si salva soltanto / giocando (allora meglio farlo / ubriachi e allegri) a chi sta / di qua e chi di l dal recinto / perch solo dallalto, da molto / in Alto che si vede bene.





Inamurres apina

L a basta salutres, l a basta

andr fra ed tsta na sra par

sintres cuntint. Na not a

zighr la pl dr serenit.

Inamurres apina, cun lmil

e cuntnev cant dna zigla

l bli avr un brch par

un nid.

Quand na sva la smv al vint

quand la luna la lva al pan

basta a lurcia par crder

dser a c.

Al vcc an s lva da tvla che

dap avr surc da piatt e mss

in man la brsla

arcrd par dmn.

 

INNAMORARSI APPENA - sufficiente salutarsi, sufficiente / uscire di senno una sera per / sentirsi contenti. Una notte in / lacrime pu dare anni di serenit. / Innamorarsi appena, con lumile / e trito ritornello di una cicala / e gi avere un ramo a disposizione per / un nido. / Quando una siepe stormisce / quando una luna leva il pane / basta un orecchio per credere / desser vicino a casa. / Il vecchio non si alza da tavola che / dopo aver succhiato dal piatto e messo / in mano la briciola / ricordo per domani.