Le parole recuperate


Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini

(Marzo 2007) Le parole recuperate. Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini  di Vincenzo Luciani, Edizioni Cofine, 2007, pp. 96, euro 10,00( Ricerca, Antologia, Bibliogragia, Breve guida storico-ambientale)

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Il libro riporta i risultati di una ricerca sulla tipologia dei testi dialettali (vocabolari, proverbi e modi di dire, teatro, poesia, ecc.) dei comuni dei Monti Prenestini e Lepini nella provincia di Roma.
Nella sezione antologica sono presenti i testi di 12 poeti sui 28 complessivi censiti. Di tutti si forniscono cenni biografici.
In appendice una guida storico-ambientale dei singoli comuni.

Il titolo del libro vuole trasmettere l’idea della fatica gioiosa di rimpossessarsi di parole considerate perdute e che, d’ora in poi, altri potranno ritrovare, reimpiegandole per nuovi usi, magari associandole ad altre ancora da ricercare e recuperare.

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L'AUTORE                               
 
VINCENZO LUCIANI è nato nel 1946 a Ischitella nel Gargano. Emigrato giovanissimo in Umbria, poi a Torino, infine a Roma dove dirige il mensile Abitare A, è fondatore dell’Associazione culturale e della rivista di poesia Periferie. Ha fondato e dirige con Achille Serrao il Centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”.

Ha esordito con la raccolta di poesie in italiano Il paese e Torino, Roma, Salemi, 1985.
Per le Edizioni Cofine di Roma ha pubblicato: Vocabolario ischitellano, nel 1994; Ischitella (guida storica, proverbi, detti, soprannomi e vocabolario) e Poesie e canzoni ischitellane, nel 1995; I frutte cirve nel 1996 e, nel 2001, Frutte cirve e ammature (raccolte di poesie in dialetto ischitellano); Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005) nel 2005 e, con Silvia Graziotti, La regione invisibile. Poesia e dialetto nel Lazio.

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NEL LIBRO                                


 
Note biografiche degli autori censiti:
Nicolino Amici (1916-1993). Poeta dialettale. è stato segretario comunale ed insegnante a Roma. Nel 1984 pubblicò il libro Gorga, una sintesi storica del paese con la quale diede visibilità alle ricerche di mon. Luigi Scialdoni e una raccolta di poesie. Nel 1997 in suo onore è stata stampata la silloge postuma Poesie dialettali. Elaborò il testo delle canzoni “La Pastorella”, “Jù Pressepio”, “Inno a san Domenico”, “La sagra della braciola” e “Carnevale” con musica del compositore M° Noris Businaro.

Orlandino Biagioni. è segnalato come poeta nei siti: carpinetoromano.it e carpinetoromano.altervista.org./poetica%20carpinetana.htm, nei quali sono inserite due poesie: “Ricordi taballeri” e “La paura”.

Alessio Brugnoli. Una sua poesia, in dialetto polese, intitolata “Pasquino” è nel sito: www.marazzasindaco.splinder.com in dialetto di Poli. La poesia è del 2004 e tradotta in italiano e commentata dall’autore stesso con alcune annotazioni sul dialetto di Poli.

Giovanni Censi. È parroco di Gerano dal 1970. Dirige la rivistina parrocchiale Gerano Stop, è autore di numerose ricerche di storia locale. è anche pittore. Ha pubblicato nel 2004 la raccolta di poesie Scarabbócchi (con suoi pregevoli disegni).

Ferdinando Renato De Angelis. È nato a Ciciliano il 6 dicembre 1912. Ordinato sacerdote francescano nel 1935, è stato direttore di cori e cantore solista nella Basilica di S. Maria in Aracoeli, dove presta il suo servizio religioso. Ha pubblicato i volumi: De palo in frasca ’na cascata de meravije, 1990;  Friccichi de vita, 1991; Stretta de mano, 1991; Chiara d’Assisi, 1992; Senza titolo – A chi tocca tocca, 1992; Grolia in cerssisdeo, 1993; Fricandò... Diario, 1994; Canta che te... passa, 1996; Ciciliano. amore, regazzate, ricordi, persone, 1997; Prima d’annà a... dormì, 1998; A cavacecio der III millennio... de l’Anno Santo... de me... de l’antri... e de li fatti, guasi in romanesco, 1999; Er cucco ancora... canta, 2002.

Angelo De Prosperis (Palestrina 1877-1951). Sacerdote di grande rigore morale, si occupò lungamente dell’educazione dei ragazzi e dei giovani. Ad essi dedicò la raccolta, Ricilene (Palestrina, 1938) in cui sono riproposte le sole poesie dialettali, da molti conosciute sotto il titolo di “Apologhi prenestini”, in Una città viva nel tempo di Leopoldo, Peppino, e Pio Tomassi, del 1980.

Filippo (Pippo) Fagiolo, detto Peperone (Segni, 12 marzo 1886 – Roma 7 maggio 1966), poeta dialettale, autore di una raccolta di poesie ’J so’ revenuto, a cura di Emanuele Lorenzi, Ed. Associazione Porta Saracena, Segni, 1988. Descrisse il paesaggio e i personaggi locali con grande maestria. La sua poesia è la rappresentazione viva e reale della commedia umana vissuta dalle vecchie generazioni segnine ritratta con spirito arguto e coraggio.

Remo Fagiolo (1917-1989). Gestore dell’albergo ristorante Astoria di Colleferro, poeta dialettale molto noto ed apprezzato, ha collaborato a lungo con Radio Segni. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Cóse seri, scherzi i passonate, Tutto S. Bruno, Tra lume i llustro. Attore nato, recitava le sue poesie con garbo ed abilità. è stato protagonista in molti spettacoli e ha messo in scena il suo recital Grazia San Bruno in occasione dell’VIII centenario della canonizzazione del santo protettore di Segni (1984). Un secondo recital Agli témpi de issi è stato messo in scena dopo la sua morte da Maria Corsi Ribechi. Le sue opere figurano nell’Indice Letterario dei Lepini. L’Associazione Artisti Lepini gli ha conferito nel 1991 un diploma honoris causa Cultura lepina alla memoria.

Antonio Fiasco. è nato a Palestrina nel 1943, nel quartiere Borgo. Dipendente Atac, coltiva da anni la poesia dialettale. Il suo primo libro di poesie è “Viengo dicenno”, poesie in dialetto prenestino, Biblioteca comunale Fantoniana, Palestrina, 2000.
Aurora Fratini. Nata a Roma nel 1961, vive e lavora a Roma. Ha scritto poesie in dialetto romanesco e sambuciano ancora inedite. È presidente dell’Associazione Culturale Terzo Millennio di Sambuci (fondata nell’anno 2000), che ogni anno, nel mese di agosto, rappresenta in piazza di Corte, presso il Castello Theodoli, una commedia originale, in dialetto o in lingua. È autrice, regista e sceneggiatrice delle commedie già rappresentate: La buona Novella, …e quanno la Rosina se marita…,’A pantasema ’egliu casteglio, Amore bulli e pupe de’ rione (in dialetto romanesco), ’A pila ’ndronata, ’A Mandragora.

Filiberto Galeotti. Nato a Carpineto Romano nel 1900, è autore di Noje. Versi in dialetto ciociaro, ristampato a cura del Comune di Carpineto e dell’Associazione Artisti Lepini nel 2000.

Emanuele Lorenzi. Nato nel 1924, di cultura profondamente cattolica, ha passato la sua giovinezza con gli amici Giulio Andreotti, Vincenzo Fagiolo e altri segnini diventati personaggi di primo piano nelle gerarchie italiane, vaticane e internazionali. Insegnante a Montelanico e Colleferro, è stato direttore del Centro di Lettura e responsabile dei corsi a Colleferro. Cultore del dialetto lepino, è stato segretario dell’Associazione Porta Saracena negli anni ’70 e poi dell’Associazione Artisti Lepini fino al 2002. Ha enormemente contribuito all’affermazione del Premio Biennale Letterario Internazionale dei Monti Lepini del quale è stato il segretario per diverse edizioni. Ha pubblicato nel 1997 il Vocabolario del dialetto di Segni, riedito nel 1998 e nel 2005. Ha elaborato studi critici e presentazioni sulle opere dei poeti segnini Remo Fagiolo, Aldo Zangrilli e in particolare Pippo Fagiolo detto Peperone.
Ha curato per molti anni la cronaca locale sul mensile “Cuore della diocesi” di Velletri-Segni. Tra i primi nei Monti Lepini a curare e promuovere opere dialettali di poesia, prosa e teatrali, ha scritto monografie in occasione di convegni per le Giornate del Dialetto Lepino (Segni, Gavignano, Sgurgola, Montelanico e Carpineto Romano) ed è stato protagonista di manifestazioni culturali a Segni, Colleferro e Gavignano. Conoscitore di musica sacra (ha suonato l’organo nella cattedrale di Segni e cantato nella stessa con la sua voce ben impostata salmi e canti religiosi) è stato riorganizzatore con il parroco don Guglielmo Coluzzi della “Schola cantorum” della chiesa di Santa Maria degli Angeli, al tempo in cui il grande maestro e compositore Lorenzo Perosi era a Segni e dimostrava di gradire l’opera del coro.
L’Associazione Artisti Lepini gli ha conferito nel 1998 il Trofeo dei Lepini e il giornale “Cronache Cittadine” nel 2003 un riconoscimento per meriti speciali. Le sue opere figurano nell’Indice Letterario dei Lepini.

Pasquale Luciani. È stato un cultore delle tradizioni locali e del dialetto di Gerano. A lui dobbiamo la trattazione sul dialetto geranese (che comprende un calepino dialettale ed una grammatica ed una breve antologia dialettale, alcuni proverbi e filastrocche) contenuta nel volume Gerano (pp.141-167) del 1979.

Bruno Navarra (Segni 1925-2006). Mons. Navarra è stato autore di numerose pubblicazioni, soprattutto a carattere storico, il cui elenco completo è sul numero unico del “Cuore della diocesi” del dicembre 2006. Un suo ricordo è in Premio biennale letterario internazionale dei Monti Lepini, a cura dell’Associazione Artisti Lepini del 2006. L’attività letteraria del Navarra ha conseguito il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il primo premio ex aequo nella prima edizione del premio biennale letterario internazionale dei Monti Lepini.


Paolo Pasquazi. È autore dei volumi: Cave de ’na vota e di Ricordi de ’na vota.

Antonietta Perfetti Corsi. Ha pubblicato Pensieri e ricordi, composizioni in dialetto sgurgolano.

Antonio Pinci. Nato a Palestrina tra il 1865 e il 1870. Dopo aver studiato in seminario, come alunno esterno, lavorò in una legatoria di Palestrina e fece parte per alcuni anni della Cappella della Cattedrale (era dotato di una bellissima voce tenorile ed era per questo soprannominato “Mascagni”). Si trasferì in seguito a Roma, dove si sposò in eta matura e gestì un suo piccolo negozio. Nella capitale pubblicò nel 1922, presso la tipografia Rossi il libro Rime rustiche, sonetti e favole originali in dialetto prenestino.

Filippo Rapone. Dal nipote Emanuele Lorenzi, sappiamo che è autore di un Vocabolario delle parole del dialetto segnino, manoscritto. Sempre Lorenzi cita alcuni suoi versi nel suo Vocabolario del dialetto di Segni.

Giuseppe Riccioni detto Zecchielli. Poeta popolare dialettale ha al suo attivo più di cento composizioni. È autore della raccolta Cose che ’nte po’ scordà. Poesie in dialetto montelanichese, del 1994. Ha collaborato con il compositore M° Noris Businaro dando le parole alle canzoni “Arecordate ca si montelanichese” e “Glio pergolato”.

Luigi Roberti. Attento studioso, operatore culturale dinamico e dotato di qualità intellettuali ed espressive, è stato cultore di musica, dicitore e lettore esemplare in lingua e in dialetto. Già corrispondente di “Cronache della Regione”, ha scritto pregevoli opere teatrali, curando anche il loro adattamento scenico. Grazie alla sua perizia e al suo appassionato impegno si sono sviluppate le collane Documenti di cultura lepina e Documenti di storia lepina, di cui ha curato alcune pubblicazioni di manifestazioni svolte a Segni, Carpineto, Montelanico, Gavignano e Sgurgola e l’Indice Letterario dei Lepini. Scrittori e scritti della nostra terra (terza edizione - 1990); è autore de La Duchessa di Montelanico. Teatro storico in dialetto montelanichese, del 1992 Tutta la sua produzione letteraria edita fino al 1997 figura nell’Indice Letterario dei Lepini. A questa vanno aggiunti i suoi più recenti saggi: Don Domenico Raimondi, patriota del Risorgimento, primo sindaco di Montelanico (2003) e Un superstite di Cefalonia, Padre Duilio Capozi (2004).
Il Gruppo Culturale di Roma e del Lazio, sul cui “Lunario” ha pubblicato diversi interessanti articoli, nel 1990 gli ha attribuito il Premio per Giovani Autori. è consigliere comunale e impegnato presso l’Ambasciata dell’Indocina accreditata presso la Santa Sede.

Angelo Sebastianelli. è autore delle raccolte di sonetti in romanesco: Stradafacenno, Stradarifacenno, Er capolinia nonché di La fermata appresso, sonetti in romanesco, Roma, s.e., 2006. Collabora al settimanale “Corriere dei Colli Prenestini”.

Fernanda Spigone. Nata nel 1949, docente, poetessa, scrittrice di talento e pubblicista, è coordinatrice per Segni dell’Associazione Artisti Lepini. Dal 1990 è animatrice di incontri culturali come “Poetare perché” in collaborazione con il filosofo Paolo Broussard. È autrice di: I urlo della ginestra. Raccolta di poesie, 1997 e de L’Angelo e il cardo. Dramma in dialetto segnino. Atto Unico per il 54° anniversario del bombardamento di Segni, del 1998. Ha scritto e scrive per i periodici “Cronache cittadine”, “I lepini” “Silarus”, “Il Cuore della Diocesi”, “Terra nostra”, “Il cittadino” e “La Provincia”.

Pio Tomassi. Due sue poesie, entrambe dedicate ai giochi di una volta (“Bardassi de ’na vota” e “Lo piccolo e la cocola”), sono in Tomassi Leopoldo, Tomassi Peppino, Tomassi Pio, Una città viva nel tempo del 1980.

Luciano Vittori. Educatore e poeta, ha pubblicato alcune sillogi riprese nell’Indice Letterario dei Lepini e nella collana Documenti di cultura lepina. Durante l’occupazione tedesca fu tra coloro che aderirono al gruppo di oppositori guidati da Bonomi e Palleschi. Ha pubblicato nel 1983: Segni da interpretare. Una terra – Una gente, con presentazione di Fausta Cialente. è deceduto nel 2001.

Aldo Zangrilli. Autodidatta, poeta, attore e commediografo, ha scritto poesie in dialetto romanesco e segnino. La sua produzione poetica in romanesco e in segnino è stata riunita nel 1981 nel volume antologico Aldo Zangrilli poeta segnino, a cura dell’Associazione Artisti Lepini. Vanta una ricca produzione di opere riprese nell’Indice Letterario dei Lepini. È autore di: Jo fidanzamento, commedia in dialetto segnino in due atti, di Sor Ginetto, commedia in dialetto segnino in due atti e di Viva er Duce. Teatro in dialetto segnino, del 1991, scritta alcune settimane prima della sua morte.