Notizie sui libri da Roma |
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Marcello MarcianiPoeta in lingua ed in dialetto abruzzese Marcello Marciani, nato a Lanciano dove vive, ha pubblicato cinque libri di poesia: Silenzio e frenesia (Lanciano, Quaderni di “Rivista Abruzzese”, 1974), L’aria al confino (Siena-Roma, Messapo, 1983), Body movements (Stony Brook-New York, Gradiva Publications, 1988, con traduzione a fronte di Amelia Rosselli), Caccia alla lepre (Faenza, Mobydick, 1995), Per sensi e tempi (Castelmaggiore, Book editore, 2003). |
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Le poesie di Marcello Marciani |
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(Eri diventata una bambina)Eri diventata una bambina supplice bisognosa di baci, farmaci, coccole. La saldezza di un tempo secretata a briciole di smarrita dolcezza, smaniose idee. Sei ritornata la mia regina complice per attentare al tempo e alle sue trappole. Per allietare i risvegli stracchi e i sandali a passi lievi, scalpiccianti ipogei… |
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(E aleggia stanotte...)E aleggia stanotte il gâteau di mandorle la sua fragranza di burro e limone la cascatella di molliche soffici carezzevoli su faccia e lenzuolo. a mezza via fra delizie e domande: sei tu? mi prendi per la gola? soffochi con trapassato aroma il mio star solo? |
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(Quando ho comprato l’auto nuova )Quando ho comprato l’auto nuova hai scosso il capo: quanto mi dispiace non farti compagnia non posso nemmeno affaciarmi per mirarmela andrà a finire che non la ingegnerò mai. Bando e lancio l’auto se t’avverto daccapo: non posso nemmeno la cintura allentartela farà patire ma non mollerò mai tanto mi piace scarrozzarti in altra via. Perché diventa un’altra l’auto che ti porta domando dove vado? e giri indietro il capo cerco un’area di sospta e arranco e inchiodo al centro di un labirinto che si ramifica in capo perché a ritroso ingrano le tue marce e in cento specchietti d’auto ti moltiplichi scomposta. |
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(Ti sogno all’alba e dici)Ti sogno all’alba e dici: ma che scrivi in che porti segreti te ne vai perché alludi e ti perdi in una calca di accordi risciacquati lungo il verso. Ma capiscimi è tutto il tuo sommerso che mi scianna nel sonno di una barca è questo maremadre che non fai ballare così a fondo finché vivi. Barcollo su risucchi di parole attracco fra le boe che mi hai lasciato la tua corrente all’alba pare gelida e tento di scaldarmela col fiato nuotarci dentro fino a che il tuo sale mi impasti come un tuo reperto sapido. |
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