Una poesia inedita di Roberto Pagan




Venerdì 10 novembre 2017 presso la Casa delle Letterature in piazza dell’Orologio 2 a Roma si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro Là dove il periplo si chiude (che raccoglie tutte le sue raccolte in lingua pubblicate più una inedita (La passeggiata) di Roberto Pagan. Nella presentazione sono intervenuti il poeta ed editore Vincenzo Luciani e il poeta e critico letterario Luca Benassi.

In questa occasione Roberto Pagan ha letto alcune poesie tratte dal volume e, a sorpresa una inedita. Eccola qui di seguito

 

Fuori stagione

 

Roselline tardive

risorte sulla pergola chissà

da quale ramo, timide quasi incredule stranite

per la rinascita imprevista

nell’ottobrata tiepida indolente

forse distratta guasta la clessidra

 

Così di voi, ma voi effimere

che potreste pensare oggi di me, di questo

imbozzolato ottuagenario

verde di muschio che si ostina

a trascinare al sole su per l’erta

stecchi e legname e farne sacrificio

al buon Vulcano, un altro

affumicato solitario

 

E lì con l’occhio fisso tra le braci

aggiorna l’indice ogni sera

conta i tizzoni ad uno ad uno, insegue

le mappe dei ricordi confusi ormai

coi sogni: sceverare, rimuovere le bucce,

è poco quel che resta

 

Dell’oggi non s’accorge, compra

i giornali sì, ma non ha tempo

di leggerli. E quanto alla tivù

guarda solo i canali della storia

per allungare il suo passato.

Consolante non è, ma nuoce meno.

Quel che verrà, il futuro,

già dietro l’angolo si sa,

ma è bravo chi lo vede.