Premio Ischitella-Pietro Giannone 2017 splendida due giorni di poesia e musica




La Banda musicale Pietro Giannone, diretta dal M° Mario Manicone, ha dato l’avvio alla cerimonia di premiazione della XIV edizione 2017 del Premio Ischitella-Pietro Giannone che si è svolta, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, non nella piazza San Francesco ma nell’accogliente e gremitissimo salone parrocchiale, domenica 3 settembre.

In apertura sono risuonati nella sala alcuni canti popolari della tradizione ischitellana, riproposti con ritmi moderni e coinvolgenti dal Coro SS. Crocifisso di Varano diretto dall’eclettico e trascinante M° Giuseppe Blenx.

Nel suo saluto il sindaco della cittadina Carlo Guerra, che si è detto soddisfatto del crescente successo e dell’ampia notorietà del Premio di poesia nei dialetti d’Italia, ha assicurato un maggiore impegno dell’amministrazione per il suo sviluppo. Il sindaco ha pure ringraziato per il lavoro svolto l’associazione Periferie e Vincenzo Luciani e ricordato con commozione l’apporto dato alla nascita e all’affermazione in campo nazionale del Concorso dai compianti membri della Giuria Achille Serrao e Gaetano Castorina (in sala erano presenti la vedova Paula e la piccola Maria Serrao e Manuela Cipri Castorina e il figlio Andrea).

Dopo i messaggi del presidente regionale delle Pro Loco di Puglia Rocco Lauciello e del presidente della Giuria Rino Caputo, assente perché impegnato in Argentina nelle celebrazioni del centenario su Luigi Pirandello, il poeta di Ruvo di Puglia Pietro Stragapede ha declamato la sua bella poesia in dialetto ruvese “Ddò” (Qui) dedicata ad Ischitella, della quale sorprendentemente è stata composta e letta una traduzione in russo ad opera di Rosa Comparelli.

Si è svolta poi, salutata da convinti applausi, la lettura di poesie tratte dall’ultima raccolta poetica, inedita e bilingue (in ischitellano e italiano) Straloche/Traslochi di Vincenzo Luciani. La presentazione del libro di Luciani che privilegiato in questo il suo paese natale, si era tenuta ad opera del critico e poeta Manuel Cohen, il giorno precedente presso il suggestivo B&B Torre del Lago. Si sono alternati nella lettura il poeta, Michelina Menonna e Anna Maria Curci. Anche in questo caso non sono mancate le soprese: innanzitutto la traduzione in inglese ed anche la lettura, ad opera del membro della Giuria Giuseppe Massara, della poesia “Nùvele” (Nuvole/Clouds). Il reading si è concluso con la dolcezza della ninna nanna “Acque de sole”, tratta dal libro, musicata da Paula Gallardo Serrao e cantata in maniera mirabile e angelica, dalle sorelle Tavaglione.

Dopo l’intermezzo canoro del Coro del Coro SS. Crocifisso di Varano (notevole l’esecuzione di una ninna nanna ischitellana), Marcello Teodonio ha sostituito il presidente Rino Caputo nella lettura del verbale della Giuria che ha proclamato vincitori 1° Daniel Cundari con la raccolta in dialetto calabrese di Rogliano (CS) ’ngílla orba (anguilla cieca), 2° Daniele Gaggianesi, con la raccolta in dialetto milanese del XXI secolo Quand finìssen i semafor (Quando finiscono i semafori), 3° Francesco Indrigo con la raccolta in friulano Nissun di nun(Nessuno di noi).

In ordine inverso si è tenuto il reading a partire dal terzo classificato Francesco Indrigo che ha letto alcuni brani tratti dalla sua raccolta, seguiti dalla seguente motivazione della giuria, letta da Manuel Cohen: “Il primo testo della raccolta Nissun di nun di Francesco Indrigo è una difesa della poesia dalla barbarie di oggi; sarebbe sufficiente questo testo a presentare un poeta che da sempre affronta la Storia, grande e particolare, dell’umanità e privata, dal proprio osservatorio privilegiato o scorcio di mondo. La lingua friulana qui è perfetta, nelle riprese sonore, nelle rime e nelle semirime, ineccepibile anche nei segni diacritici. La scrittura sorvegliata di Indrigo ci racconta (è una poesia racconto e lo si percepisce anche formalmente dalle ampie campiture dei versi) passato e presente. Il senso della notte, presente e futura, è come una Stimmung dei nostri giorni, che riverbera l’ampio e profondo viaggio tra radici e letture, luoghi naturali e luoghi letterari, scene di drammi individuali e corali, discorsi di alberi e discorsi agli alberi, memorie di drammi, di guerre, di vite e di uomini”. Indrigo è stato premiato con Coppa della presidenza del Consiglio della Regione Puglia, una creazione originale e unica di tessuti con telaio a mano di Maria Voto (La Tela), libri dell’Editrice Cofine di Roma, e l’ospitalità per due giorni di cui ha goduto qui a Ischitella (gentilmente offerta dagli Amici del Premio Ischitella.

Il secondo classificato Daniele Gaggianesi, impossibilitato a partecipare ha inviato un efficace video https://youtu.be/OB5xqaY8yn8

Dopo essersi scusato, si è detto onorato e rammaricato di non poter partecipare, e leggendo due testi dalla sua raccolta. E’ seguita la lettura della motivazione del premio: “In Quand finìssen i semafor, una ‘singolare tenzone’, manifestata quasi programmaticamente nel testo d’apertura, tra familiarità e straniamento, inattualità e immanenza del dialetto milanese, anima la poesia del giovane milanese Daniele Gaggianesi. La grande capacità affabulatoria ricorda il primo, straordinario Loi di Stròlegh (1975) e di Teater (1978) per quella attitudine a dire temi di impegno e di contemporaneità, per quella propensione a raccontare storie e a nominare persone comuni e straordinarie, tra tensione dialogica e descrittività, nel solco di Carlo Porta. La raccolta si segnala per la grande perizia nella versificazione e per l’uso di una metrica d’impianto tradizionale che, tuttavia, risulta innovativa per temi e stilemi, e per istanze prosodico-ritmiche. Lo sguardo attento sul mondo, enfatizzato dalla cura nei dettagli del reale, accumula scenari impressionanti. Convince infine l’uso del linguaggio, quasi uno slang giovanile e di periferia, in cui accogliere il nuovo dicibile delle cose”.

Il vincitore della XIV edizione del Premio Ischitella-Pietro Giannone, Daniel Cundari, dopo aver letto i testi scelti per il reading e presente come quelli di Indrigo e Gaggianesi sulla rivista “Periferie” distribuita ai partecipanti, ha dato vita ad una applauditissima performance con altri suoi testihttps://youtu.be/tkd-TtEK4xQ

Questa la motivazione della Giuria: “Daniel Cundari, giovane e già apprezzato studioso di letteratura, si conferma tra i migliori nuovi autori della scena contemporanea internazionale. Con ’ngílla orba offre una campionatura compatta e coerente del proprio fare, qui nella lingua del suo borgo calabrese, Rogliano. A rendere notevole la sua scrittura è la potenza dell’essenzialità e della visione. Non una parola di troppo, ma ogni parola viene scoccata per colpire con esattezza l’immaginario evocato e la miriade delle risposte ‘evocabili’ da chi legge. L’immaginario, poi, coniuga elementi naturalistici a soluzioni e pensieri del tutto inconsueti attraverso cui forgiare una personalissima, autoriale e autorevole, visione del mondo. Si tratta di una poesia di tumulti incontrollabili e di passioni incessanti, di grandi combattimenti su di un discrimine, tutto umano e tutto interiore, tra vita e morte, tra inizio e fine, tra epifanie e preterizioni. La sua parola, arcaica e nondimeno contemporanea, sgorga come un fiume in piena, chiede futuro e udienza, invocando a gran voce esigenza di realtà e di verità, come il fiume che bagna la sua terra: Savutu vommica l’anima / ‘ntru Tirrenu. (Il Savuto vomita l’anima / nel Tirreno). Daniel Cundari si conferma lo straordinario poeta ‘latino-americano’ presente in Italia; sempre sopra le righe, sempre attento al realismo e all’analogismo della surrealtà, mai esibita e sempre recepita: … tuttu è funnu e chjaru-chjaru, / sˇcumatu, pront’alla ruïna, / ma àpue, e cittu, e alla finâta. (… profondo e trasparente, / spumoso, incline alla battaglia, / ma sonoro, e muto, e marginale.)”.

A Cundari sono andati in premio: 100 copie del libro ’ngílla orba (anguilla cieca) edito da Cofine, la Coppa della presidenza del Consiglio della Regione Puglia, una creazione originale e unica di tessuti con telaio a mano di Maria Voto (La Tela), libri dell’Editrice Cofine di Roma, oltre all’ospitalità per due giorni di cui ha goduto qui a Ischitella (gentilmente offerta dagli Amici del Premio Ischitella

Alla consegna dei premi, insieme ai membri della Giuria ha partecipato anche la sorridente Maria Serrao, perfettamente a suo agio nel ruolo nonostante la giovanissima età.

La serata si è conclusa con trascinanti canti del coro accompagnati e cantati anche dal pubblico in sala ed ha avuto un seguito con un ristoro ricco di succulenti piatti locali generosamente preparati ed offerti dalla Pro Loco di Ischitella.

L’appuntamento è ora alla XV edizione del 2018.

Le iniziative di sabato 2 settembre 

Alle ore 18,30, nella Piazzetta di Foce Varano, presso i locali di By Cosimillo di Russo Anna Rita e Russo Nazario, da sempre generosi sostenitori del Premio Ischitella-Pietro Giannone, si è svolta un’Apericena poetica sul tema del cibo in dialetto. Sono state declamate poesie di Giuseppe Gioachino Belli a cura del prof. Marcello Teodonio, presidente del Centro Stiudi dedicati al grande poeta romanesco, cui si sono unite le poesie di poeti ischitellani del passato (Alessandro Nobiletti e Ciro De Cristofaro) e del presente Nino Visicchio, nonché il poeta di Ruvo di Puglia Pietro Stragapede. Vincenzo Luciani ha letto pure un testo in dialetto di San Marco in Lamis del poeta Joseph Tusiani. Al meeting hanno preso parte anche i poeti Daniel Cundari e Francesco Indrigo.

Alle ore 21 presso il B&B Torre del Lago in Contrada Foce Varano si è svolto, preceduto da un saluto dell’assessore alla Cultura Valeria Disciglio, un reading dei poeti vincitori e finalisti che è stato preceduto dalla presentazione a cura di Manuel Cohen della raccolta poetica inedita bilingue Straloche/Traslochi di Vincenzo Luciani (nativo di Ischitella).

Nella lettura si sono alternati Luciani, Michelina Menonna e Anna Maria Curci. Gli applauditi intermezzi musicali sono stati eseguiti dal sassofonista Antonio Di Mauro

 

La Giuria del Premio

È composta da: Franzo Grande Stevens e Dante Della Terza (presidentei onorari), Rino Caputo (presidente), Anna Maria Curci, Manuel Cohen, Vincenzo Luciani, Giuseppe Massara, Marcello Teodonio.

 

I Sostenitori del Premio

Oltre al Comune di Ischitella che organizza il Premio avvalendosi della collaborazione dell’associazione Periferie, lo sostengono la Presidenza del Consiglio Regione Puglia (presidente Mario Loizzo), la Fondazione Banca del Monte di Foggia, la Pro Loco di Ischitella, il B&B Sul Corso di Raffaella Falco, Ristorante Il Giardino, L’Operetta Osteria di Mare Rodi G.co, Farmacia Dr. Germano Lustri, La Tela di Maria Voto, Il Coro SS. Crocifisso di Varano, La Banda Musicale Pietro Giannone, Carmela Agricola, By Cosimillo di Russo Anna Rita e Russo Nazario, il B&B Torre del Lago di Giuseppe D’Errico e Annamaria Agricola. 

NOTA DEGLI AUTORI

Daniel Cundari (Rogliano, 1983) scrive in dialetto calabrese, italiano e spagnolo. Ha studiato Lettere Moderne e Relazioni Internazionali a Siena e in Spagna. È autore di Cacagliùsi / Balbuzienti (Roma, 2006), Il dolore dell’acqua(Roma, 2007), Geografia feroz (Granada, 2011), Poesie contro me stesso(2014), Nell’incendio e oltre (2016). Narratore, traduttore, performerplurilingue apprezzato in Italia e all’estero, ha vissuto a lungo per le strade del mondo (Granada, Shangai, Germania), maturando ovunque ricche esperienze culturali in una dimensione translingue che lo ha portato a comporre versi, oltre che nel dialetto della sua terra d’origine, anche in lingua italiana e in spagnolo, affiancando alla scrittura anche la traduzione dall’italiano allo spagnolo di tutte le poesie di Gesualdo Bufalino e in dialetto calabrese di molti poeti, tra cui Kavafis, Alberti e Mandel’štam. Precursore del repentismo cutisee indifferente alle mode del momento, nel 2011 il suo Geografía feroz è stato inserito nella “Colección Genil de Literatura” di Granada. Collabora abitualmente con musicisti e artisti plastici. Pericle d’Oro per il suo incessante impegno poetico, ha conseguito di recente il Lerici Pea 2017.

Daniele Gaggianesi (1983) è nato e cresciuto a Corsico, da padre milanese e madre marchigiana. Nell’infanzia impara dai nonni paterni il dialetto milanese, nonostante il loro divieto di parlarlo per parì minga on paesan, per non sembrare volgare. Dopo il liceo scientifico, si diploma come attore alla Scuola d’Arte Drammatica “P. Grassi” e si laurea in lettere moderne all’Università di Milano. Attore di prosa, da qualche anno porta avanti l’attività di poeta e cantastorie in milanese.

Francesco Indrigo è nato a San Michele al Tagliamento, VE, nel Friuli storico. Risiede in Località Santa Sabina, a San Vito al Tagliamento, PN. Ha pubblicato in riviste, antologie, albi e fogli sparsi. Nel 2001 la raccolta Matetâs (Nuova Dimensione ed.); nel 2005 Foraman (Campanotto ed.); nel 2008 Foucs (New Print ed.); nel 2009 Revocs di tiara (Kappa vu ed.); nel 2013 La bancia da li’ peraulis piardudis (Kappa Vu ed.). È vincitore di premi di poesia nazionali ed internazionali. Fa parte del gruppo di poesia/laboratorio “Majakovskij”.

Vincenzo Luciani Nato nel 1946 a Ischitella nel Gargano, dal 1975 vive a Roma dove dirige il mensile di informazione locale Abitare A. È fondatore dell’Associazione e della rivista di poesia Periferie. Dirige il Centro di documentazione della poesia dialettale “V. Scarpellino”. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Il paese e Torino, (Salemi, 1985); per le Edizioni Cofine: I frutte cirve (1986), Frutte cirve e ammature (2001), Tor Tre Teste ed altre poesie: 1968-2005 (2005), La Cruedda (2012) e le ricerche: La regione invisibile (con Silvia Graziotti, 2005); Le parole recuperate. Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini (2007); Dialetto e poesia nella Valle dell’Aniene (2008); con Riccardo Faiella, Le parole salvate. Dialetto e poesia nella provincia di Roma: Litorale nord – Tuscia romana – Valle del Tevere (2009) e Castelli Romani e Litorale sud (2010). Inoltre: Dialetto e poesia nei 121 comuni della provincia di Roma (2011) e, con Anna Corsi e Valentina Cardinale, Dialetto e Poesia nei Monti Lepini (2012), Dialetto e poesia nei 33 comuni della provincia di Latina (2014).