Scampoli di Armando Rudi


Nota e scelta di testi di Maurizio Rossi

Nato a Locate Varesino (Co) nel 1930, ha frequentato studi umanistici e ha lavorato presso varie società multinazionali. Attivo in iniziative civili, ambientaliste, animaliste, ha pubblicato in prosa e in poesia. Le prose: “Colpevole di riduttivismo”, racconti; “Viaggio in Jugoslavia”, diario di viaggio; “Quadrifoglio”. Tra le numerose raccolte di poesia: “Vetrate”, 1978; “Circostanze”, 1991; “Via Crucis”, 2001; “Animazioni”, 2003; “Perso il ricordo”, 2006; “Testi Eclettici”, 2009; Settenari”, 2011; “Pietrame”, 2013; “Persistenza del canto”, 2016.

L’ispirazione per la raccolta Scampoli, come segnalato dall’Autore nella “Avvertenza” iniziale, viene dai mosaici tessili realizzati da alcune aggregazioni di donne della sua Terra: pertanto le poesie sono inserite in una semplice successione cronologica e risultano come “un insieme di testi di argomento tra loro assai diverso, accomunati dal filo della versificazione poetica.”

Meglio non poteva essere descritta e intitolata la silloge.

Si tratta di scampoli di vita – non “resti” da svendere a poco prezzo – ma trame e colori che rimandano ad una tessitura più grande e che per così dire “sintetizzano”: traspare un animo disincantato, non privo di ironia, a tratti amara; ma anche colori più vividi e trame intessute con pazienza e gusto.

Le poesie migliori, a mio avviso, sono quelle più brevi, spesso declinate in settenari frammisti a ottonari: più essenziali e meno discorsive. Il pensiero e la riflessione spesso prevalgono sull’ immagine, sul cromatismo: il linguaggio denota un lavoro poetico e insieme una consuetudine alla scrittura, testimoniata dalla frequenza delle sue pubblicazioni.

 

La mia parabola

 

Insoddisfatto

delle gioie prosaiche

decidevo d’andarmene.

 

Fuori

la grandine m’aspettava,

e lo stridore del freddo.

 

Tornare?

 

Non mi arrendo,

anche perché,

figliol prodigo dell’umano,

non esiste per me la torre

su cui qualcuno mi aspetti.

 

 

Scienza irraggiungibile

 

All’università della vita

mi sono iscritto,

facoltà atarassia.

 

Ho seguito

lezioni di distacco

pagandole morsi di labbra.

 

Ho sostenuto

esami di decisione,

stentatamente superati.

 

Quando credetti

d’essermi fatto maestro

tornai alle cose.

 

Illuso!

Scienza non fu in me

così velocemente smemorata.

 

 

Un’insolita cena

 

Cascato

con la stanchezza del girovago

sulla panchina

verniciata di fresco

d’un minuscolo prato,

consumo

un’insolita cena.

 

Bevo sorsi di luce,

e bocconi assaporo

d’un sole che tramonta.

 

Questo pasto frugale,

che mi viene servito

con tenero garbo

da Fata Primavera,

nella sua delizia

del sapore profuma

più grato del mondo.

 

Insoddisfazione, delusione, illusione, finché la quiete, lo stare bene con sé nel mondo, si realizza in momenti semplici e assaporati con gusto: quante “cene” il Rudi ha dovuto fare o subire, per trovare quel benessere provato nella ”Insolita cena”? Altre volte, poi, la consolazione per la fatica del vivere, per l’incertezza riguardo alla meta finale, deriva dalla scoperta di condividere una sorte che il destino assegna con “empietà” a chi vuole, animali o uomini

 

 

Zanzara disperata

 

Quanto mi rassomigli,

zanzara disperata

che tenti invano evadere all’aperto

cozzando contro il telo d’una tenda

a maglie che permettono alla luce

di penetrare, ma non tanto larghe

per le tue ali quando, stese

nell’assetto del volo,

tenti di oltrepassarla…

 

...Vedendoti cadavere

mi spunterà una lacrima interiore

che non so quanto valida,

ma che almeno è una goccia

di recriminazione

per l’empietà di cui, carico, pesa

un destino crudele.

 

Così come unico è il “volo” del vivere, anche se compiuto in modi diversi, con diversa intenzione e cuore. Ed è interessante questa descrizione, quasi una filastrocca, che in due versi definisce i modi del volare, con la tecnica dei contrari

 

Litania dei voli

 

C’è il volo chiassoso

ed il volo silenzioso.

 

C’è il volo lineare

ed il volo angolare.

 

C’è il volo rapace

ed il volo di pace.

 

 

C’è il volo compatto

ed il volo disfatto.

 

 

C’è il volo leggero

ed il volo austero.

 

C’è il volo risoluto

ed il volo abbattuto.

 

E a tutti questi voli

noi diamo uguale nome.

 

 Maurizio Rossi

 

pubblicato 1 aprile 2017