Le anime di Marco Polo e I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli di Giancarlo Baroni


Nota e scelta di testi a cura di Vincenzo Luciani

Giancarlo Baroni è nato il 28 marzo 1953 a Parma, dove abita. Ha pubblicato: due romanzi brevi (Irene, Irene, Mobydick 1992; Gli amici di Magnus, Mobydick 1996); un testo di riflessioni letterarie: Una incerta beatitudine, Mobydick 2004; sei raccolte di versi: Enciclopatia (Tracce 1990); Simmetrie e altre corrispondenze (Edizioni del Leone 1993); Contraddizioni d’amore (Mobydick 1998); Cambiamenti (Mobydick 2001); I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli (Mobydick 2009, prefazione di Pier Luigi Bacchini); Le anime di Marco Polo (Book editore, 2015). Ha collaborato per quasi vent’anni alla pagina culturale della “Gazzetta di Parma”.
Questa nota prende in considerazion le ultime due raccolte di Baroni: I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli (Mobydick editore, 2009, prefazione di Pier Luigi Bacchini; nuova edizione illustrata e ampliata, Grafiche STEP Editrice, 2016) e Le anime di Marco Polo (Book editore, 2015).
Le anime di Marco Polo è un affollarsi di viaggi: da quello di Darwin verso le Galapagos a quelli di pellegrini medioevali verso Roma, di viaggiatori ed esploratori: Ulisse, Guglielmo di Rubruck, Marco Polo,Colombo, Amerigo Vespucci, Magellano e Pigafetta, Bartolomé de Las Casas, Matteo Ricci, Livingstone e Stanley, Vittorio Bottego. Nei suoi testi poetici Baroni passa in rassegna “luoghi vicini e distanti, di paesi reali e di posti immaginari, di oceani e di deserti, e lo fa con il timbro di una voce poetica tanto misurata quanto autentica, in cui lo sguardo diacronico che attraversa le dimensioni del tempo coglie e trattiene emozioni e suggestioni che scavalcano spazio e tempo” (dalla quarta di copertina).
Positivi i giudizi della critica su questa raccolta. Ne citiamo alcuni con i quali concordiamo: “Storia, natura, mito e paesaggio sostanziano i versi piani e nitidi di questa raccolta” (Amedeo Anelli). “La sua poesia, nella sua essenzialità, ha una mirabile grandiosità di visioni, concetti, riflessioni, personaggi, storia e vita” (Giorgio Bàrberi Squarotti). “Giancarlo Baroni è un’anima in viaggio, un corpo in cammino, uno spirito curioso come quello dei personaggi (navigatori, missionari, conquistatori, mercanti, esploratori… ma anche eroi mitologici e persone comuni) che popolano questa raccolta dallo stile punteggiato di ironia, terso, accurato, efficace negli enjambement, dal metro libero ma con una presenza piuttosto costante di settenari.” (Alessandro Ramberti).
Della raccolta Le anime di Marco Polo ci piace riportare tre testi esemplari: “I ritorni di Ulisse”, “Amsterdam” e “Ofioliti del Monte Prinzera”
De I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli pubblicato da Mobydick editore nel 2009 è uscita nel 2016 una nuova edizione illustrata e ampliata, per Grafiche STEP Editrice. Anche la nuova edizione – splendide le illustrazioni di Vania Bellosi e Alberto Zannoni – è introdotta dalla prefazione dalla lucida prefazione di Pier Luigi Bacchini nella prima parte il quale annota, tra l’altro” giustamente: “…Più che cantare questi uccelli parlottano e tendono a filosofeggiare sul male e sul bene nel loro ecosistema. Diversi da noi, che apparteniamo a un’altra specie, vivono soprattutto tra i vegetali, i quali formano anch’essi un mondo a parte, un altro Regno. Uccelli e umani si studiano a vicenda e da lontano: trovano somiglianze e differenze e dalle loro osservazioni zampilla qua e là un’ironia molto civile. (…) mi sono abbandonato a quei molteplici e fini disegni di alucce puntute e di becchi acuminati che talvolta assoggettano i colori; e a partecipare della stanca delusione della vita che sempre ritorna nelle pagine di Giancarlo, e che trova la propria salvezza nella educata pazienza e nel distacco dell’ironia e, soprattutto, nella sua ricerca poetica che è giunta a questa preziosa e singolare opera”.
La Prima parte dell'opera è suddivisa nelle sezioni Alzarsi in volo, Federico II e i merli del Giardino di San Paolo e Una geografia celeste; la Seconda parte, è introdotta da un breve scritto critico di Fabrizio Azzali.
Di questo libro riportiamo le poesie "Sugli alberi", “Creste”, “Le cose”, “Da un oceano all’altro”, “Quando smettete di volare”
 
Da Le anime di Marco Polo
 
I ritorni di Ulisse
 
Dicono in coro come
pretendi Ulisse di sfuggire a noi
che accesa la tua inquietudine incendiamo
anche il tuo desiderio, smetti
di fingere re dei mentitori
e abbraccia noi per sempre. Poi quelle
voci sibilanti si propagano
fino a raggiungere la stanza che conserva
l’amore coniugale, persecutorie proprio
con me che non lo merito.
Vent’anni ho attraversato nel pericolo, dieci
a combattere lontano per la patria il resto
cercando di raggiungerla. Che altro
di più avrei potuto fare. Purtroppo ora,
trascorso un anno dal mio improbabile ritorno
ricongiunto a Penelope la saggia mia regina,
vivo scontento, oppresso da questi suoni che insistenti
imbrogliano i miei pensieri. Io amo
Penelope e più di ogni altra
cosa adoro la mia terra loro
lo negano. Devo essere stanco davvero
esausto, se la passione commossa
che provo da lontano verso le cose amate
lascia spazio, avvicinandosi, al sospetto.
Non resta forse allora che scovare
la misteriosa origine di queste
ambigue voci e sottometterle, domani
riparto.
 
Amsterdam
 
Cade in un braciere l’ostia
e non brucia. Se vuoi
puoi crederci però sottovoce. I miracoli
preferiamo farli, ogni giorno
camminiamo nell’asciutto
i piedi sopra tronchi di querce
piantati dentro l’acqua. Nettuno
un tempo ci avversava
ora è nostro alleato. Amsterdam
raccoglie nel suo nome
una diga un fiume, tre canali
circondano la città come un fossato.
Fuori il mare del Nord ci porta dappertutto
 
Ofioliti del Monte Prinzera
(rocce di colore verde – bruno che affiorano dalle argille dell’Appennino, le ofioliti provengono dal fondo di antichi oceani)
 
Cosa ci fanno qui queste rocce
simili a un drago enorme
con le scaglie verdastre
che luccicano sotto il sole?
Spuntano, dalla terra argillosa che le regge,
come corpi estranei.
L’argilla ritorna alla pianura
loro invece resistono. Dall’alto
ci sembrano roccaforti
fortilizi ferrosi i massi
del Monte Prinzera che si affaccia
sui colli di Fornovo.
Da dove viene
questa pietra che brucia
le cose intorno a sé
riducendo i fiori a bottoni
minuscoli e l’erba a steli secchi?
Salgono dal profondo
di chissà quale oceano,
sono rocce magmatiche
uscite dalla crosta
e quindi emerse. Poi portate fin qua
come marziani.
 
 
Da I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli 
 

Sugli alberi

La vita sugli alberi non è
quella che immaginate. Spesso vediamo
le foglie dei più giovani
ippocastani del parco

diventare secche
senza un motivo; e poi sfaldarsi.
E anche, accovacciati sui tigli
che riempiono la strada

di profumi dolciastri,
osserviamo i pidocchi
che succhiano dalle foglie
come vampiri lo zucchero.

Sono mali che spingono a pensare
e ci inquietano. Nemmeno le querce
che un tempo rivestivano
enormi la pianura padana

ne sono escluse. Nel ramo
reciso delle farnie si insinua una carie
che le corrode. Sorprende
non ci abbia infettati

l’epidemia degli olmi
o il cancro dell’inchiostro dei castagni.
Quali uccelli verranno
dopo di noi? e quali piante?

 
Creste
*
Le vostre frasi nascondono
messaggi bellicosi. Durante le conquiste
colpite il rivale meno forte
usando la cresta come elmetto. Zuffe
o semplici avvertimenti. Ali sfregate sulla terra
e minacce col becco. In mostra
la vampa delle piume il volume del collo.
*
Creste regali e fiammeggianti
riflessi sulle ali. Rossi rubino
cangianti blu cobalto
vi accendono il dorso. Sul petto
uno scudo colore dello zolfo
o di verde metallo. Zampilli filiformi
spuntano dalle piume della coda
simulando arabeschi. Sottili filamenti
vi arruffano i ciuffi sulla fronte
e la incorniciano.
Pubblicato nella collana "Le Nuvole", edizioni Mobydick, 2009.
In copertina Alberto Zannoni, "verba volant ..."
 
 
Le cose
 
.
Bisogna prendere distanza dalle cose
allontanarsene. Non oltre gli uccelli
né sotto agli uomini,
amando invece questi
quanto più si è capaci di afferrare
i segreti dei primi.
Parti perciò trascurando
le voci che promettono
di farti troppo dissimile da entrambi.
.
*
Come un uccello impazzito
il mondo si è messo a ruotare
fuori della tua finestra.
Piatti e soffitto rimangono dove sono
mentre i pesci galleggiano in aria
e le piante si perdono in mare.
Una goccia vicino all’altra
sotto l’effetto della pioggia
il cielo si scolora.
Invece le case gridano
come i loro inquilini.
Qualche uccello picchietta
contro i tuoi vetri
implorando di entrare
nel fondo del bicchiere
dentro la tazza ancora tiepida
o sotto il tuo pavimento.
Allora apri le persiane
contando di ritrovare
le cose al proprio posto.
 
 Da un oceano all’altro
Percorrete distanze illimitate
da un continente all’altro
da un oceano all’opposto,
scegliete la mitezza del clima
gli ambienti meno ostili.
Disegnate viaggiando
una specie di V, un cuneo
che si infila nell’aria.
Se qui ci fosse cibo a sufficienza
forse non partireste. Sbagliamo
a credere vi spingano
smanie di libertà. In volo quanti
di voi moriranno? chi resta
passerà l’inverno
cercando di sopravvivere.
.
Quando smettete di volare
La vita è emersa
dal mare come un sommergibile
ma le burrasche si sfogano al suolo
e i raggi raggiungono la terra
come voi quando smettete di volare.