Straordinaria serata con la poesia di Assunta Finiguerra




 Presso il Villaggio Cultura – Pentatonic in viale Oscar Sinigaglia 18 martedì 8 novembre 2016 a Roma Laurentina, si è svolta la presentazione della raccolta postuma di Assunta Finiguerra U vizzje a morte (Il vizio della morte).
Allietata da brani di musica popolare nei dialetti d’Italia splendidamente eseguiti  dal Coro NCP (Nuovo Coro Popolare) diretto dal M° Paula Gallardo, la serata è stata stupenda ed emozionante.
Condotta e introdotta da Anna Maria Curci, la presentazione del libro è proseguita con un breve, intenso intervento della poetessa Rosangela Zoppi che ha ripercorso la laboriosa genesi dell’opera (scaturita dalla lettura attenta e dell’altrettanto ardua selezione degli abbondanti testi lasciati inediti dalla poetessa lucana).
Alla curatela dell’opera ha contribuito anche il poeta e critico Roberto Pagan il quale, dopo aver delineato i temi di fondo della poetica di Assunta Finiguerra, si è alternato, con acuti commenti e la lettura delle traduzioni dei testi poetici, mentre Rosangela Zoppi che ha declamato con grande bravura i testi in dialetto di San Fele (PZ).
Il pubblico ha sottolineato con applausi le poesie di Assunta che, emozionandoli fortemente, sono andate dritte al cuore degli intervenuti.
Vincenzo Luciani, si è dichiarato molto onorato di aver prodotto l’edizione di un libro straordinario che conferma il giudizio sulla poetessa campana espresso dal poeta Achille Serrao nella prefazione a Rescidde uno dei primi libri della poetessa lucana: “un’autrice che fa della poesia non un sostituto della vita, ma la vita stessa”
 
U vizzje a morte (Il vizio della morte). Poesie 1997-2009 di Assunta Finiguerra, introduzioni di Roberto Pagan e Rosangela Zoppi, Edizioni Cofine, Roma, 2016, pp. 160, euro 15,00 – Questo libro di poesie di Assunta Finiguerra, in dialetto sanfelese, articolato in due sezioni, riunisce parte degli inediti dal 1997 al 2003 e parte di quelli dal 2004, anno della scoperta della malattia, al 2009, anno della morte. Le poesie sono raggruppate in raccolte come le aveva suddivise l’autrice. La scelta dei testi da pubblicare si è basata essenzialmente su un criterio estetico: quello di privilegiare – nell’ambito della visione e dello stile inimitabile e personalissimo della poetessa – i caratteri di coerenza e di omogeneità nell’ideazione e nella scrittura.
Assunta Finiguerra (San Fele 1946-2009), poetessa e scrittrice in lingua e in dialetto sanfelese, ha pubblicato, in lingua, la raccolta poetica Se avrò il coraggio del sole (Roma, Basiliskos, 1995) e, in dialetto, le seguenti raccolte: Puozzë arrabbià (Bari, La Vallisa, 1999); Rescidde (Roma, Zone, 2001); Solije (Roma, Zone, 2003); Scurije (Faloppio, LietoColle, 2005);Muparije (Osnago, Edizioni Pulcinoelefante, 2008); Fanfarije (Faloppio, LietoColle, 2010 – postuma) e Tatemije (Milano, Mursia, 2010 – postuma). In prosa ha pubblicato Tunnicchje, a poddele d’a Malonghe (Faloppio, LietoColle, 2007), trasposizione in dialetto sanfelese del Pinocchio di Collodi. Tra i numerosi riconoscimenti da lei ottenuti, ricordiamo i Premi “Pascoli” e “Giuseppe Jovine”. Suoi testi poetici figurano in numerose riviste (“pagine”, “Periferie”, “Poesia”, “Lo Specchio”, ecc.) e antologie, tra cui Nuovi Poeti Italiani 5 (a cura di Franco Loi, Torino, Einaudi, 2004). Nel 2006 la sua opera è stata oggetto della tesi di Alessia Santamaria, all’Università “La Sapienza” di Roma, relatore il professor Ugo Vignuzzi.