Addio Ferdinando Falco


Il poeta e scrittore campano si è spento a Roma l’8 luglio 2016 nel giorno del suo compleanno

 
L’8 luglio 2016, giorno della sua nascita a Caivano (Caserta) nel 1936, si è spento a Roma lo scrittore e poeta Ferdinando Falco. La dolorosissima notizia mi giunge da un amico Franco Tagliafierro che tre anni fa io misi in contatto con Ferdinando, dopo cinquanta anni di totale mancanza di rapporti. Ed è stato Franco, per una congiuntura che al nostro Ferdinando non sarebbe affatto spiaciuta, a darmene, solo oggi il triste annuncio.
“Il 22 luglio scorso – mi scrive Tagliaferro - mi trovavo a Milano (normalmente vivo in Spagna) e gli telefonai per fargli gli auguri di compleanno. Il cellulare non dava risposta, riprovai nei giorni seguenti, nulla, finché trovai il numero del suo telefono fisso, mi rispose la moglie e così feci la scioccante scoperta che proprio nel giorno del suo compleanno era morto. Nell'ultima telefonata, alcuni mesi fa, mi aveva detto che stava raccogliendo dei testi suoi e che lei li avrebbe pubblicati. O che lei lo avrebbe aiutato nel riordino, non so, non ricordo bene ciò che disse, comunque rimase assodato che appena pronto il libro me lo avrebbe mandato. L'ultimo testo che mi mandò, un anno fa, fu il suo saggio su Foscolo, dopodiché gli scrissi e ne parlammo anche per telefono. Da quando ho letto i suoi libri, quelli che mi diede quando ci incontrammo a Roma, e non sono tutti quelli che scrisse, l'ho sempre considerato un grande scrittore, un grande prosatore, sul poeta non mi pronuncio perché non mi sento abbastanza ferrato in materia, ma la sua prosa mi ha suggestionato, illuminato, riempito di ammirazione. Io questa ammirazione gliela ho manifestata in più occasioni, dolendomi di non poter fare niente per farlo conoscere, e non essendoci nel mio ristretto gruppo di conoscenti e amici dei lettori capaci di apprezzare la sua grandezza e la sua originalità, la complessità delle sue costruzioni e l'intelligenza delle rese stilistiche. Insomma, sono contento di avergli detto che era un grande e che tengo costantemente sul mio comodino "Uneide", per  rileggerne qualche pagina di tanto in tanto. Insomma, signor Luciani, se avrà modo di fare qualcosa per la memoria di Ferdinando, la prego di tenermi informato”.
I lettori potranno immaginare il mio stato e il profondo dolore per la perdita di un carissimo amico con il quale da alcuni anni ci sentivamo, purtroppo solo telefonicamente, e che ad ogni telefonata mi prometteva di rivederci “uno di questi giorni”. Che purtroppo non ci sarà più, Resta però la sua opera, senza alcun dubbio tanto eccellente quanto non conosciuta  al grande pubblico di poeta e di scrittore.
Ho conosciuto Falco una ventina di anni fa, grazie ad Achille Serrao (scomparso nel 2012, suo coetaneo, compaesano e amico d’infanzia) e al poeta Mario Melis. Di tutti e tre sono fiero di essere stato oltre che amico, editore.
Chi è stato Ferdinando Falco?
Di modesta famiglia originaria di Caivano, trasferitasi a Roma nel 1935, dopo gli studi classici intraprende la carriera militare come ufficiale di fanteria, mantenendo inalterato l'interesse per le lettere. Redige, con Mario Melis, Angelo Ricciardi e Achille Serrao, il periodico Il disordine.
Nel 1974 pubblica la prima e coerente raccolta di testi lirici, Tecnica di settembre in cui rifiuta la prosodia classica. Nel 1980, pubblica La bardana del greco (edizioni Barbablu, Siena), in cui ritorna temporaneamente all'uso della misura classica.
Collabora alle riviste Forum Italicum, Altri termini, Carte Segrete, Origine. Nel 1982 vede la luce L'ampiezza a dimora pubblicata nei Quaderni di Messapo (Siena) con prefazione di Cesare Milanese.
Nel 1989 pubblica i Sonetti in forma di poesia, con prefazione di Achille Serrao.
Dal 2002 si dedica alla prosa pubblicando i romanzi Uneide, Agiografie profane, Triedro, Resti umani e le prose di Carte a perdere. Nell'ottobre 2004 prende parte ad un ciclo di lezioni presso la facoltà di Letteratura dell'Università di Tor Vergata di Roma, aprendo il seminario con una lezione su Ugo Foscolo, poi inclusa, assieme alle altre del ciclo, nel volume Poeti che leggono poeti: rassegna dell'Otto-Novecento, a cura di Gabriele Scalessa (Cofine, Roma 2005).
Nel 2012 torna al sonetto pubblicando il Trattatello dell'anima e dell'ombra.
 
A questo link potete leggere Le poesie di Ferdinando Falco
 
Qui potrete leggere due testi di Achille Serrao sull'amico Ferdinando Falco 
Nella foto Ferdinando Falco tra Franco Tagliafierro (a siin) e  Domenico Alvino