Nustalgija lundane (Musica di Camillo Berardi, versi di Lucio Cancellieri)




Piacevolissima è questa “Nustalgija lundane”, canto abruzzese che il musicista aquilano Camillo Berardi ci regala unitamente ai versi del teramano Lucio Cancellieri.
Il Maestro Berardi è ritenuto dagli addetti ai lavori un rappresentante di notevole rilievo tecnico-artistico tra gli attuali compositori di canzoni in dialetto d’Abruzzo.
Tra gli appunti dell’autore leggiamo che il canto di cui si tratta “esprime il senso di struggimento nostalgico di chi ha lasciato il luogo natio ed è pervaso da un fascio di emozioni e bisogni affettivi insopprimibili e contrastati. La musica e le parole, in perfetta simbiosi, esprimono con efficacia il doloroso ritorno della memoria su oggetti, luoghi, tempi e persone, il cui recupero è arduo e tormentato, spesso irrealizzabile”.
Camillo Berardi si è dedicato da sempre allo studio, alla ricerca e alla composizione di canti popolari. Le sue composizioni si distinguono per le particolari capacità in merito allo stile, al senso della misura e alla semplicità espressiva che risultano sempre convincenti e come tali giungono alla mente e al cuore dell’ascoltatore, con originali elementi anche di novità e, direi, di unicità nel suo genere.
Non dimentichiamo che il Berardi è un pluripremiato e ha vinto come primo classificato molti premi: il “Vernaprile” di Teramo; il prestigioso premio “Emanuele Nanni”; il “Festival Regionale “Nuovi canti per l’Abruzzo” in Tornimparte, e il Coro “Fonte Vetica” di Castel del Monte (AQ) si è qualificato alla finalissima della 58^ “Settembrata Abruzzese”con il canto inedito “Da Maja pija nome la Majella”, da lui musicato su versi di Giuliana Cicchetti Navarra, conseguendo il primo posto assoluto.
Sono da sottolineare il merito e la passione che il Berardi ha prodigato inoltre in una serie di alri canti come, ad esempio:“Ma che è ‘stu scontentu”; “ ’Na jura d’amore”;“La dormente”; “Fantasia ‘e Natale”; “ ‘Ss’occhi; “Se me capissi”; “Me tengo recorda’ che sci’ renata”; “Aju Gran Sassu”; “ Per Agostina”; “La leggenda della gigantesca Maja”; “Sant’Agnese Jugulata”; “Ddu’ Scelle”;”Peccatu...!”;Ju rennacciu” .
Alcuni testi rievocano e riportato in auge motivi meravigliosi legati alla tradizione della provincia aquilana. In tutti, comunque, il Berardi sa cogliere il distillato della sua arte. Sì perché si tratta di un autentico artista che, peraltro, sa fare dell’umiltà un valore dimenticato e da rivalutare nella nostra società spesso autoreferenziale.
Da ultimo un accenno alla memoria di Lucio Cancellieri, autore dei versi commoventi del canto “Nustalgija lundane”. È stato, sempre desumendo dagli appunti del Berardi “un appassionato cultore delle tradizioni locali teramane, recuperandone l’anima più verace e genuina. Ha descritto e raccontato in numerose opere in dialetto teramano scene di vita vissute, angoli della tradizione, sottolineando personaggi nostrani e grandi eventi del passato, ma anche la storia della città di Teramo, lasciando un patrimonio autentico di teramanità destinato alle nuove generazioni.”

 

Mario D’Arcangelo

La foto del borgo di Magliano dei Marsi (AQ) è di Luciano Dionisi che ha realizzato anche il video del componimento.

Pubblicato il 7 maggio 2016