Tra cielo e volto di Luciano Nota


Lettura e scelta di poesie di Maurizio Rossi

Il titolo della raccolta Tra cielo e volto suggerisce uno “strabismo poetico” che lungi dall'essere malìa o difetto di vista, esprime la dimensione della scrittura – comune del resto a molti Poeti – come d'un refe che unisce i labbri d'una ferita e la sana. La ferita inscritta nella nostra cultura occidentale, da quando è stata sancita la separazione tra cielo e terra, uomo e divinità, anima e corpo.

Il Nota raccoglie in sé e nella sua poesia questa separazione e insieme il desiderio di unità

La mia mente

La mia mente

interroga la luce

quando l'occhio

è del tutto incarnito

 

se la mente è unita al corpo, il materiale all'immateriale, si può interrogare e cercare di capire l'impalpabile: questa poesia, nella sua brevità, dice tanto del Poeta, come l' ancor più breve ed essenziale che segue

 

Lasciatemi solo

Lasciatemi, lasciatemi solo.

Cerco nel mio regno

un cunicolo di cielo.

 

E il “regno” di Luciano Nota sta nelle trame di un “madido bosco”, nel volo di Aironi - nello “scrigno del volo” - o nella sua Lucania, dove è ancora il “suo nido”? Quando il Poeta monta sulla poesia l'obiettivo “grandangolare”, il campo visivo del suo cuore s'allarga, nulla conta meno, ma tutto, nel suo mondo, ha importanza: l'orologio “migliore” è quello che porta al polso, perché il passato e il futuro si uniscono nell'ora scandita dal presente

 

Al mio paese

Non crollerò

né crollerà il puledro

lungo il viale dei carrubi.

Ho nel fianco il basilico

col quale insceno pasti

di orologi migliori.

Il mio nido è ancora lì.

Con me ho portato l'orto

che acconcio ogni giorno.

Di sera aggiungo il fimo

il mosto nel bicchiere.

Il fungo gioca a carte

con le giacche di mio padre.

 

Nel bosco

Dimmi che ti prende

questo madido bosco

ornato di trame.

Dimmi che ti piace saziare

un faro al tramonto.

In fondo fa bene bagnarsi.

E' pur bello incontrarsi

tra funghi ed altee.

 

Aironi

Leggero

ma ancor più leggiadro

era il sogno

al quale ci si attaccava

per sperare di essere uccelli.

Io vivace

tu geniale abbastanza

da inventare lo scrigno del volo.

Avevamo vent'anni

e la voglia era tanta

d'ignorare le insidie dell'aria.

Sapevamo che dopo anni

ci saremmo ritrovati

piegati sugli arcioni

a lanciare i nostri palpiti agli aironi.

 

Ma non inganni questo “grandangolo di sguardo” : se manca la luce, non si riescono a legare “incisi ed illusioni” o i “colori”...basta non farsi “accecare” dalla lampada, necessaria quando si curva la luce del giorno ed i contorni delle cose sfumano; affiora qui anche una metafora della sera della vita, “la sala venosa”

 

Lampada

Per molti la luce si curva

al declino del sole.

Io ho una lampada accesa

in una sala venosa

e a differenza di tanti

riesco a guardare

se essa m'acceca.

Forse riesco a legare

incisi ed illusioni.

Sicuramente i colori.

 

Questo Poeta ama un poetare schietto, non certo “semplice”; un verso breve, ma non sincopato: il linguaggio raramente cede alla ricercatezza o all'uso di termini dialettali, ad esprimere la verità che sostanza e spessore di pensiero e di emozioni si tessono anche in un ordito senza tanti ricami o merletti. Così come giustamente annota nella sua prefazione Paolo Ruffilli :” Del resto, al centro della poesia di Nota, anche nelle raccolte precedenti, si è sempre posta la mitologia del quotidiano, colta qui nel suo paesaggio privilegiato, soprattutto quello lucano...ma anche quello del Nord Est dove vive e lavora...” E' la “mitologia del quotidiano” ad ispirare una poesia tanto semplicemente elegante.

 

Luciano Nota, Tra cielo e volto, Ed. del Leone, 2012

Maurizio Rossi

 

Luciano Nota è nato ad Accettura (Matera). Laureato in Pedagogia e Lettere Moderne, vive e lavora come educatore a Pordenone.

Ha pubblicato “Intestatario di assenze” (Campanotto, 2008); “Sopra la terra nera” (Campanotto, 2010). Ha visto pubblicate sue poesie su svariate riviste ed antologie; molte ne sono state lette nella Trasmissione Rai Radiouno Zapping. E' presente sul blog di Poesia Rainews24 a cura di Luigia Sorrentino. 

Pubblicato il 23 marzo 2016