Talamimamma di Anna Maria Farabbi


Recensione e scelta di testi di Maurizio Rossi

 È forse questa la “poesia onesta” alla quale si riferiva Saba in “Quel che resta da fare ai poeti”? Certo, se per “poesia onesta” si intende la poesia che non teme di farsi piccola, di esprimere un'anima bambina: un'anima tutt'altro che ingenua, che sceglie un linguaggio ed un'espressività di limpida complessità e di profonda semplicità.

La raccolta Talamimamma (in dialetto umbro: Alla mia mamma) è un diario di poesia e disegni di piante – ognuna scandisce un mese – che si chiude con pagine bianche e altri disegni in bianco e nero: a dire che il lettore può completare sia con propri versi, che dando colore ai disegni; ne scaturisce un diario, scritto a più mani, nel quale la poeta e la pittrice, per nulla gelosi della propria creatività, si lasciano “completare” da chi legge.
 
Il nido contro vento
 
vola il vento sul lago ghiacciato
scintilla nella notte
la sciabola sonora del suo fiato
 
trema dalla fame e dal freddo
la luce del mio piccolo cuore
 
passerotto
 
ascolto l'inverno così
senza cantare
nel mio nido profondo
 
 
 
la ragnatela all'alba
 
che cos'è se non il mistero di una mappa sensibile
e carnivora    cos'è se non la perfezione
tessuta da un filo invisibile
che ora davanti a me brilla di brina
 
che cos'è
 
se non la terribile bellezza
dentro cui muore la mosca?
 
Anna Maria osserva la natura dal di dentro, non spettatrice, ma parte di essa: s'immedesima nel vento, negli uccelli, nel ragno che contempla la sua tela, “perfezione” prima ancora che trappola di morte; arriva persino a parlare alla natura
 
 
io so parlare alle nuvole mentre passano
quando il sole vi si nasconde
e quando piangono la pioggia bella
 
Del resto chi è,  se non  un cuore che sa farsi bambino, un fanciullino,  che “parla” alle cose, che le sente animate e vive? Che al risveglio si sente trasformata dal tocco della “campana-madre”?
 
Pasqua
 
la campana
è una madre alta
che improvvisamente ti sveglia
ti tocca rintocca ti chiama la testa
ti trasforma il corpo
in uovo ulivo e colomba
 
Non certo poesia infantile, né desideri di chi non conosce la complessità del mondo e delle cose: i colori, i profumi, il vento
 
il cielo  e la terra
 
gli uccelli parlano ai cacciatori
narrando la bellezza del volo
 
io li ascolto
rubo i fucili  e li sotterro
 
piuttosto poesia che cerca parole limpide e chiare, che contengano la magia del desiderio e del sogno; che diano alle fiabe il lieto fine, senza uccidere, neanche il cattivo!
 
la favola di cappuccetto rosso
 
con uno sciame d'uccelli vado dal cacciatore
e gli dico di uccidere il fucile
con uno stormo di pesci trovo il pescatore
e gli tolgo l'amo dall'acqua
e dal suo cuore
 
con un mazzetto di margherite
e un cestino di pane
corro sul sentiero del bosco
la mia mantellina rossa vola verso la nonna
che a quest'ora ci scommetto
bacia e colora di pace
 
il lupo
 
Non so quale sia stato il segreto desiderio di questa raccolta; ma sono persuaso che, dopo una lettura accorta, più di qualcuna o qualcuno, proverà a riempire di parole le pagine bianche finali, o di colore, i disegni.
 

Annamaria Farabbi, Talamimamma,  ed. Terra d’ulivi, (LE) 2014

Maurizio Rossi 
 
 
Anna Maria Farabbi. Poetessa in dialetto e in lingua, è nata a Perugia il 22 luglio 1959. Ha pubblicato numerose opere di poesia, narrativa, teatro, saggistica e traduzioni dall’inglese e dal francese.
Tra le raccolte di poesia: Firmo con una gettata d’inchiostro sulla parete, Scheiwiller,1996, in 7 poeti del premio Montale, Fioritura notturna del tuorlo, Tracce, 1996, riedita da Blu di Prussia, 2011, Il segno della femmina, Lietocolle, 2000 con cd, Adluje’, Il ponte del sale, 2003, La magnifica bestia,Travenbooks/Alphabeta  (bilingue in italiano e tedesco) 2007, Larosaneltango, canzoniere per musica di Diego Conti, Studio Calcografico Urbino, 2008, La neve, Il pulcino Elefante, 2008, Solo dieci pani, Lietocolle, 2009, Avemadrìa, Lietocolle, 2011, Abse, Il ponte del sale, 2013.
Opera edita di saggistica e traduzioni: Kate Chopin: il risveglio, Regione dell’Umbria Centro di Pari Opportunità, 1997, Alfabetiche cromie di Kate Chopin, Lietocolle, 2003 (monografia su Kate Chopin.), Un paio di calze di seta, Sellerio, 2004 (saggio e traduzione di racconti di Kate Chopin), Il lussuoso arazzo di Madame d’Aulnoy, Travenbooks /Alphabeta, 2009 (saggio introduttivo e traduzione di favole di Marie-Catherine d’Aulnoy)
Teatro: La bambina cieca e la rosa sonora, Lietocolle, 2010, su musica di Vincenzo Mastropirro, La morte dice in dialetto, Rossopietra, 2013
Opera edita di narrativa: Nudità della solitudine regale. marginalia, Zane Editrice, 2000, La tela di penelope, Lietocolle, 2003, Leièmaria, Lietocolle, 2013