Giuseppe Samperi, pensieri in versi inediti


A cura di Anna Maria Curci

 La ferocia dei tempi che viviamo e che subiamo tra l’indignazione e l’inerzia riceve, nei versi di Giuseppe Samperi qui proposti, una risposta nella quale ritroviamo la densità dell’invenzione lessicale della raccolta Il milionesimo maratoneta, ma che da quella raccolta si distingue per aspra immediatezza. Sono versi in memoria di un “fraterno amico”, come scrive l’autore e, nel dolore, che rifugge da qualsiasi facile o elaborata consolazione, nello scervellarsi “alle scomparse precoci”, affermano il diritto a proseguire lungo la strada “che al Noi conduce”: “noi scettici”, ma “noi”. (Anna Maria Curci)

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In memoria del mio fraterno amico Ciccio L.
Siamo di pasta superiore ad ogni dio noi
che a colazione scervelliamo un perché
alle scomparse precoci; da noi scettici, dico,
per carità ─ beati i degni di fede ─, di noi
tutti però (alzi la mano chi non condivide)
è il primato della pazienza: lo show
dei record ci deve un medaglione.
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Pazienza se al rebus non c’è soluzione
.                (gli scettici)
pazienza se all’eterno untuosa è l’ascesa
.                  (i fedeli)
e pazienza se il pesce puzza dalla coda.
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Nel dopopensiero ─ per fortuna ─
c’è sempre qualcosa da fare:
andarlo prima o poi a presenziare
quel premio che ci proclama vincitori
della vanità ─ sacrosanta o bestiale  ─
del non morire.
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E ora che ho scritto ciò di cui sopra
vado superbo (e più lieve) a lavoro,
vi abbraccio tutti, fingo che il mio ego
sappia ritrovarvi oltre la ringhiera.
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Se da aspirante poetante mi dimetto
(a cosa vale il verso?)
e dico senza fronzoli: un mio amico,
di quarantaquattro anni, figli due
(età del favoleggio), muore d’infarto
in questo aprile che mi vede tachicardico,
codardo quanto a pressione alticcia …
Se dico (e mi vergogno) che coi versi trito
carne, un’antimorte monca di gran femmina
tra uva guasta e bestemmie all’agrodolce.
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E dovrei educarti al mistero, al rebus insolvente
o meglio disciogliere la polverina d’alcalosio
e darti a bere rosarî e droghe mistiche?
Ci hanno lasciati qui in bilico
su un punto di domanda al rosmarino: ecco,
così la pensa tuo padre, quel padre che ti ha fatta
(oh, anche tu!) per la morte, amore mio.
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E per la vita, certo, per questa
materia splendida offerta
in cambio del silenzioassenzio. Sai, ci sarebbe
un modo per richiederlo un dialogo: se
tutti ci ammutinassimo sterili. Ma i credenti
hanno un utero fecondo e questo mondo
non è detto sia l’unico.
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Siamo di fatta superiore, non v’è dubbio.
Da sempre ci inventiamo imbecillità
che ci aiutino a non pensare (a parte
i non pensanti per natura): ruote di pietra,
lance, scudi, bombe ed iris al cioccolato,
ipermercati e quiz, sport estremi, premi
di poesia, concorsi atti a stabilire
chi ha il pelo più ricciolo del pube …
E qualche volta, per giunta, raggiungiamo
cime di genialità: chi muore giace, chi
resta si dà pace (come se perenni si restasse).
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*
Mangio gli spinaci: non esiste
la fine, si rinasce certo se il pensiero
non la concepisce. Non può vanificarsi
la retina che tutto vede e tutto
gode. Il dubbio è pasto dell’incerto.
Attendere.
Aspettando fare.
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Ti saluto, Ciccio, vado.
Non dove mi porta il cuore (maligno
consigliere), vado per il ciottolato
(saline e sole)
che al Noi conduce.
GIUSEPPE SAMPERI è nato a Catania; attualmente vive a Castel di Iudica.
Ha esordito nel 1999 con una plaquette di versi in dialetto, Sarmenti scattiati (Prova d’Autore, Catania), opera vincitrice dei Premi “Città di Marineo”, “Erice Anteka” e “Ignazio Buttitta” (Favara, AG). Nel 2002 ha pubblicato la silloge dialettale Aria sbintata (in Chiana e Biveri, Prova d’Autore, Catania), premio “Angelo Musco” (Milo, CT). Del 2003 è una raccolta di prose, aforismi, versi, dal titolo Alice dell’Amore (Catania, Prova d’Autore). Nel 2011 è uscita la silloge Il miliardesimo maratoneta (Castel di Iudica, Edizioni del Calatino). Del 2012 è un ebook che raccoglie racconti giovanili e prose più recenti, La bottega del non fare & altri racconti (Castel di Iudica, Edizioni del Calatino). Con Dialettututtu (Roma, Edizioni Cofine, 2014, pubblicazione-premio “Ischitella-Pietro Giannone”) Samperi è ritornato, dopo tanti anni, al dialetto.
2015-04-25